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12月23日

Lo spirito natalizio e me


Apro felice la finestrella di carta del calendario dell'avvento e mi mangio il cioccolatino che nasconde,
ma l'albero di natale ha la punta storta,
il panettone ha troppi canditi,
il pandoro è buono ma fa ingrassare,
le lucine natalizie sbrilluccicano di squallida opulenza,
il giro di telefonate d'auguri è noioso quanto ineluttabile,
il tartufone è buono ma fa ingrassare,
la neve in città è solo una sporca poltiglia,
il torrone è buono ma fa ingrassare.

Dimenticavo: il presepe è cosa triste, a meno che non sia tutto di cioccolato; nel qual caso è cosa buona, ma fa ingrassare.

Ma a Natale, sì, si è tutti più buoni.
Solo io sono più stronza.

A me questa filosofia da Bacio Perugina non è che mi piaccia tanto.
E dire che ogni anno ci provo anche io:
per puro spirito di solidarietà decido che esser buoni per 5 giorni, a fronte dei 360 passati in una discreta noncuranza, sia un buon investimento per tutte le coscienze che hanno tanto bisogno di sentirsi a posto, inclusa la mia.

Subito dopo subentra lo schifo, quindi mi butto sul pandoro.

Non so a voi, ma a me fa senso sentire quelle stesse persone che, per tutto l'anno, non fanno altro che sparare a zero su tutto e tutti con una cattiveria irragionevole, pronunciare parole d'affetto e cianciare di buoni sentimenti, spirito natalizio, amore&co. per cinque giorni di seguito.

Spirito natalizio
uno stracazzo, se permetti.
Il 23 di Dicembre volevi strangolare un commesso perchè non era abbastanza lesto nel servirti, e solo il giorno dopo blateri sul significato di "tolleranza"?
Il 23 di Dicembre hai negato una parola di conforto a un amico perchè "non eri in vena", e il giorno dopo lo Spirito Natalizio ti illumina di altruismo?
Ma tientele per te le tue illuminazioni, brutto porco!, che di sicuro sono più nocive dei raggi UVA e UVB messi insieme.
Per carità!
Io a Natale sono dichiaratamente più stronza.
Non vi lascerò nemmeno un morso della mia fetta di pandoro, e lotterò con le unghie e con i denti per aggiudicarmi l'ultima nocciolina del torrone.
E non lo faccio nemmeno per andare controcorrente: mi sono solo rotta le scatole di tutte le buffonate che le feste comportano.
Dalle riappacificazioni non sentite alla comprensione che fa capolino nei cuori di tutti come fosse un fungo... per favore: basta.

Vi ringrazio della premura, ma posso scegliere autonomamente quando avere i miei slanci di benevolenza.
Non mi si critichi solo perchè non mi sento in dovere di persistere in questa pagliacciata collettiva dello spirito natalizio che, per giunta, mi ricorda in maniera inquietante quella formidabile boiata del World jump day.

Davvero non so se sia più stupido credere che saltare tutti insieme possa cambiare l'asse terrestre, oppure pensare di essere tutti buoni nello stesso momento.

Mah.


12月15日

L'amore è una cosa meravigliosamente complicata (così pare)


Torno al mio angolino, convinta che se ho ben chiara la cosa da dire, le parole verranno.
Ripenso a quello che mi dice sempre mio padre: che si può leggere il mondo e il comportamento degli uomini in base al desiderio di essere amati di più.
Amore, più amore: questo chiediamo. Continuamente.
Vogliamo essere belli, ricchi e realizzati... per essere amati.
Vogliamo essere talentuosi e creativi... per essere amati.
Vogliamo essere forti e giusti... per essere amati.
Vogliamo essere atletici... per essere amati.
Non compiamo nessun gesto, se non nell'ottica di essere amati di più, di ottenere più attenzione, più ammirazione, più lodi, più affetto.
Non esiste un ego da realizzare, non esiste un'immagine da costruire, non esiste una carriera da farsi, non esiste una forma fisica da raggiungere o mantenere: esiste solo l'amore che vogliamo conquistarci, l'amore che pretendiamo e che vogliamo con tutte le nostre forze.
E siamo disposti a rubare, per averlo. Siamo disposti a fare del male, per ottenerlo. Siamo disposti a calpestare chi non significa niente per noi, pur di farlo nostro... e se ci viene negato, ci arrabbiamo, ci disperiamo, ci induriamo, ci facciamo del male.
Ma quante volte siamo disposti ad ammetterlo con noi stessi?
...Io questa cosa l'ho fatta per amore...

Quante volte abbiamo detto all'altro:
sto male perchè ti amo...
perchè voglio il tuo amore, la tua approvazione, la tua vicinanza...

?

L'uomo dà i nomi alle cose.
Ma se è utile dire che "questa è una sedia, questo un tavolo, quella una mela",
a che ci serve dire "questa è invidia, questa è gelosia, questo è risentimento, questo è rancore",
quando si può dire, invece, "questo è bisogno d'amore" e basta?
Diamo la soluzione insieme alla definizione!, tutta questa nomenclatura è senza senso!: abbiamo catalogato tutto il possibile, anche i nostri sentimenti, col risultato che si è persa di vista la dinamica di tutti i nostri rapporti.

Tutto è sublimato. Sta all'intelligenza dell'altro capire.
Capire
che il nostro è "rancore", il nostro è "orgoglio", la nostra è "gelosia"... e darci amore, in cambio.
Siamo tutti scocciati allo stesso modo: vogliamo che l'altro ci ami, e basta.
Eccheccazzo.
E l'altro deve capire da solo che alla gelosia, all'invidia, alla ritrosia c'è un solo antidoto: l'amore.
Non ci premuriamo di dirlo noi per primi!, non ci azzardiamo a svelare la nostra nobile natura!, non facciamo mai il primo passo!, no!: ci limitiamo a dirci feriti perchè non siamo considerati come dovremmo.
Dopotutto, è una questione di orgoglio, di dignità, di rispetto, di TUTTO, cazzo, fuorchè d'amore!

Growl.

E quando parli dell'universalità di questo bisogno, c'è sempre chi si scandalizza perchè lui, in fondo, "non vive mica in funzione degli altri".
Eh, no, guarda, hai ragione:
tu -e tu solo- vivi in funzione di te stesso e di quel disimpegno squallido e male arredato che hai al posto del cervello.
Siine convinto, e vivi bene nel tuo fantastico mondo dove l'io sono è distribuito al posto del pane, dove si vive bene da soli, senza cercare l'approvazione e il sostegno di nessuno.

Ma cazzo, cazzo, cazzo.

Io voglio più amore.
E se non è sufficiente chiedere per riceverlo, sono anche disposta a darlo per prima, come voi: e allora vi dirò che vi amo solo perchè vorrei sentirmelo dire a mia volta, perchè vorrei essere corrisposta.
E il fatto che vorrei sentirmelo dire proprio da voi, e che in maniera così egoistica e prepotente io cerchi il vostro calore, è proprio la dimostrazione stessa che, nella mia richiesta, di egoistico e prepotente non c'è nulla.
E' la dimostrazione che amo voi, e non me stessa.
Significa che io di fatto non esisto, se non ho quel qualcuno da amare e da cui essere amata a mia volta.

La letteratura mondiale si è sprecata su questo argomento, ma la confusione regna ancora sovrana.
Nessuno sa ancora bene cosa deve fare.

(!!!!°°##§ç°ç@###@!!!)

Giuro, vi amo al punto che vi ucciderei tutti.


12月14日

Dirò come colui che piange e dice


Ieri sera ho scartato il mio ultimo regalo di compleanno: sono uscita di casa alle otto di sera non sapendo ancora come decifrare il sorriso compiaciuto della mia amica, ignorando i suoi programmi e le sue intenzioni. Avrei dovuto lasciare che lei gestisse la serata, ignorandone la scaletta, senza fare domande, e così ho fatto.
L'unica cosa certa era la meta finale: il Palamalaguti.
Un concerto?

"Mi avrai mica portata a vedere i Take That" l'ho provocata io, cercando di estorcerle qualche informazione mentre eravamo in fila per il posteggio.
Quando, sedute in macchina nel parcheggio del Palasport, ho finalmente aperto la busta contenente i biglietti, mi sono commossa.
"Roberto Benigni legge Dante"
Ho passato la prima parte dello spettacolo a ridere, e la seconda a commuovermi.
Mi sono emozionata, e con infinita tenerezza ho pensato che, quando ero ancora al liceo, certi spettacoli me li godevo dal primo banco, senza pagare biglietto alcuno.

Durante la sua interpretazione ho sentito il mio viso cambiare espressione, contrarsi e rilassarsi in un concerto di sentimenti, coinvolgimento e sacra reverenza che credevo non avrei più provato.

Migliaia di persone hanno messo in standby le loro singole esistenze, trasportate dall'ipnotica melodia emessa da quel pifferaio magico, spelacchiato e impertinente, che, mettendo da parte la vena comica per cui ha avuto tanto successo, leggeva con compita solennità e passione i versi d'amore che hanno reso grande l'Italia agli occhi di tutto il mondo.

Mi sono stupita nel vedere come le mie labbra anticipassero parole che credevo dimenticate, che non mi sono mai sforzata di ricordare.
Sono entrata al Palamalaguti biasimandomi per aver dimenticato la Divina Commedia, chiedendomi quante sfumature dello spettacolo avrei perso a causa della mia ignoranza, e ne sono uscita scoprendo che certe cose, quando le ami, sono tue per sempre.
Chi ha amato la Commedia ha sperimentato la parte divina dell'umanità, e certi miracoli non si dimenticano.

A coronare il mio discorso sull'affetto e la dedizione non corrisposte mancava quella frase, abusata o dimenticata -non saprei dirlo-, pregna di dignità (Amor, ch'a nullo amato amar perdona), che non significa, come troppi credono, che non esiste l'amore non corrisposto, ma che non esiste, signori, amore che vada sprecato.

L'amore non è mai sprecato, non è mai inutile, non è mai orfano.

Quando un'amicizia o un amore volge al termine, si ricordi sempre che nulla è stato superfluo, e tutto l'amore è andato a buon fine, per quanto amari siano stati gli esiti.





Temer si dee di solo quelle cose 
c'hanno potenza di fare altrui male
de l'altre no, ché non son paurose


12月13日

24, 18, 25: ho fatto terno!


Scordato da molti, ignorato di proposito da qualcuno, festeggiato con quelli che contano, il mio 24° compleanno ha inaugurato una settimana di riflessioni.

Non so: sarà perchè ho soffiato su 18 candeline che, messe una vicina all'altra, componevano la scritta "25", e quindi non c'era nulla di esatto in primis nella celebrazione stessa, ma ho come l'impressione che questa simbolica ricorrenza sia stata bizzarra anche sotto altri punti di vista, e abbia reso molto più indefiniti e nebulosi tutti i miei programmi, azzerando le aspettative riposte in molte amicizie o presunte tali, e rinfrancando quella consistente parte di me che è capace, alla fine della fiera, di spogliarsene con infinita gratitudine.

Quest'ultima settimana è stata faticosa e meditabonda: mi frego le mani pensando che, tra qualche tempo, questa punta di risentimento e amarezza lascerà posto all'assoluta indifferenza e ad altri pensieri molto più produttivi.

A quelli che "ci sono solo nelle pause" e che mi hanno esclusa quando più avevo bisogno, a quelli che giocano alla sottile (ma nemmeno tanto) ripicca, agli arroganti manipolatori di ricordi, a quelli che "se ha bisogno richiamerà"... a tutti voi, amici di nuova od antica data, un sentito "grazie": perchè non avrei mai capito il mio valore, se non mi fossi confrontata con la vostra pochezza, e non avrei mai imparato a cavarmi d'impaccio da sola, se avessi avuto il vostro pronto e concreto appoggio.

Non spero in un lieto fine, non ho alcuna intenzione (come direbbe il Conte di Rochester) di piacervi: per questo non cercherò lo scontro, ma nemmeno sfidatemi.

Ora sono ancora indurita, ma tra poco verrà l'accettazione e il sereno distacco.
Non avrete più gli oneri e gli onori di prima, e sarete sollevati nel gestire, infine, l'amicizia più superficiale che vi si addice.
Perchè io vi condannerò a restare nella mia vita in qualità di quello che vi siete dimostrati.
Non uscirò di scena sbattendo la porta, ma continuerò a volervi bene soprattutto per quello che non siete e non sarete mai.

Non mi toglierò il piacere di far passare un pomeriggio con voi, nè vi negherò una telefonata, ma se dovessi dedicare meno energie alla risoluzione delle vostre turbe&paturnie, non vogliatemene, perchè ho solo deciso di investire in maniera più utile la mia disponibilità e il mio affetto.

Proprio grazie a queste amare riflessioni, sono fiorite altre confortanti certezze sulle persone che contano per davvero e le relazioni che promettono bene.

A banale conclusione di questo groviglio di pensieri, posso quindi dire che, se non è tutto oro quel che luccica, nemmeno tutto il male vien per nuocere.

12月8日

Again, ancora.


In sottofondo: Archive- Again

La mia vita si sta riordinando, e con essa anche casa mia.
Per qualche giorno ho temuto che il blob di vestiti usati&lanciati avrebbe inghiottito la poltrona, e che i gruzzoletti di polvere sarebbero rotolati in eterno sul pavimento come le balle di sterpi nelle lande desolate del far west.

L'aiuto più grande me l'ha dato, come sempre, il bambino a cui tengo dietro:
è disarmante scoprire come a volte sia più che opportuno sposare la filosofia di vita di chi è nato appena nel 2001.

Un pò troppo semplicistico, dite?
Mah.
Io credo che se alla fine della propria vita si riesce, dopo tutte le antitesi di hegeliana memoria, dopo tutte le disavventure che si sono passate, dopo tutti i pretesti per indurirsi e incattivirsi che si sono riusciti a superare, se si riesce, dopo tutto questo, a ricongiungere il proprio pensiero con la visione del mondo che si aveva da bambini, ecco, credo che lì il cerchio si chiuda.

Sarà che ho svezzato otto generazioni di criceti, e i criceti, si sa, girano nella loro ruota, ma trovo più confortante pensare che il mio percorso di vita sia circolare, piuttosto che lineare.

Dal mio punto di vista, se sei fortunato, ti arrabatterai tutta la vita per scoprire che avevi intuito il necessario quando ancora non avevi iniziato a sperimentare, quando la vita l'immaginavi soltanto, ed era ancora tutta davanti a te.
E non si tratta di un ritorno al punto di partenza, ma proprio di un ricongiungimento, dell'ultimo -arrugginito- anello della catena che si chiude attorno al primo.
E' difficile spiegare questo concetto almeno quanto è difficile capirlo per chi non ha a che fare con dei bambini, però sappiate che io lavoro per quel momento: per il giorno in cui il mio modo di vedere il mondo tamponerà l'inizio dei miei pensieri.

Filosofia in monetine da un centesimo di euro: so di avervi già rimpinguato il porcellino di terracotta (per non dire altro) con i miei oboli indesiderati, ma ognuno ha i propri istinti compulsivi.

Ogni tanto, quando sto con Giacomo, ritrovo il piacere di immaginare, di nascondermi sotto un tavolo fingendo che sia un rifugio segreto, di banchettare con dei pasticcini di plastica, e quelle robe lì...

E la mia dimensione ritorna a colori:

 

Che magia, ragazzi, che magia.

12月6日

Io, supermassive black hole



Dimensione:




Umore:



Emozione:

 

Premio di consolazione:

http://www.youtube.com/watch?v=YWwSAKUr-tI


Il momento che vale una vita:

http://www.youtube.com/watch?v=Z9_7D17f7NU