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12月30日

Ore 3:40 del mattino.

 
IN UN SALOTTO MILANESE
TRE AMICHE IMPAZZISCONO PER UNO SCHERZO VIA E-MAIL
FINISCE IN TRAGEDIA
 
"Col cavolo che lo guardo!" dice Carlotta strabuzzando gli occhi, "Marco ha spedito la stessa e-mail anche a te, Ari. Apriamo la tua!"
"Non ci penso nemmeno. Porta sfiga! Anche se so che è una cagata gestita da un software, non vorrei mai che qualcuno mi dicesse che dopo sette giorni morirò. Se fosse di giorno lo farei, ma adesso che è notte fonda proprio no!" risponde Arianna, facendo no-no con la manina.
Stella guarda il siparietto delle due amiche, combattuta tra il sonno e l'incredulità, da un angolo del divano.

Un amico in comune a Carlotta e Arianna, un essere mitologico con il corpo di uomo e la testa di cazzo (cit.), aveva inviato a entrambe un invito via mail: Clicca qui per gli auguri di Buon Natale del tuo amico Marco.
Una volta aperto il collegamento, una pagina inquietante invitava a vedere il cortometraggio di The ring tenendo a fianco il proprio telefono cellulare.


"Insomma, hai capito come funziona? Noi ci vediamo il video di The Ring, poi ci telefoneranno e ci diranno Seeeette gioooorniiiiii!, capirai che roba!" sdrammatizza Arianna.
"Davvero?!" salta ritta sul divano Carlotta "E come fanno ad avere il mio numero di cellulare?!"
"Gliel'ha dato quel coglione di Marco."
"Noh." sbotta incredula Carlotta.
"Ossì." annuisce Arianna.
Stella ridacchia dall'angolo del divano.

Dopo varie discussioni su chi dovesse rispondere al cellulare, chi dovesse aprire la mail e quale mail (se quella inviata all'indirizzo di Carlotta cuor di Leone o di Arianna-le-superstizioni-sono-roba-da-Medioevo), le tre si risolvono a guardare il video dall'e-mail di Carlotta.

Sei occhietti nell'oscurità fissano il portatile della ragazza. Scorrono le immagini del cortometraggio maledetto. Alla fine del cortometraggio, come previsto, il cellulare di Carlotta suona.

"AH!!!! Ma vaffanculo!!! Mi chiamano davvero!!!" Strilla Carlotta, maneggiando il proprio cellulare come se fosse una patata bollente.
"Rispondiamo, rispondiamo! Ci sarà la voce registrata!" incita Arianna eccitatissima, agitando le manine.
"AH!!! Ma vaffanculo!!! Che si fottano!!! Io non rispondo!!!" urla Carlotta, rifiutando la chiamata e sprofondando, provata e immobile, tra i cuscini del divano.

Silenzio.

Stella ridacchia piano dal suo angolino.

"E adesso? Io voglio sentire cosa ti dicono per telefono!" fa i capricci Arianna.
"Sì, ma io no!" risponde categorica Carlotta.
"Ma dai! E' un software! La chiamata ti dirà Seeeeeeeette gioooorni! Tanti auguri!!" rassicura Arianna.
"Dici..?"
"Massì!"
"...
Ok, ok, riproviamo." prende coraggio Carlotta.

Sei occhietti nell'oscurità fissano nuovamente il portatile.
Terminato il cortometraggio, arriva inesorabile la chiamata sul cellulare di Carlotta.
Le tre impavide rispondono al cellulare, continuando a osservare lo schermo. La malefica bambina del film esce dal pozzo, si avvicina alle atterrite spettatrici, e la sua voce telefonica annuncia che dopo sette giorni verrà a fare gli auguri di Buone Feste.
Carlotta sbianca, Arianna agita le manine, Stella ridacchia dall'angolo del divano.

Cala il silenzio.
"Insomma, hai visto? Poteva andare peggio. Cioè: era bastardo se ti diceva Sette giorni e ti ammazzo!, ma ti dice che dopo sette giorni ti fa gli auguri...! ...è divertente!" scrolla le spalle Arianna.
"Ha detto così? Che tra sette giorni mi fa gli auguri?!" balbetta incredula Carlotta.
"Beh, non hai sentito?"
"Cazzo, no! Avevo troppa paura per capire quello che stava dicendo."
 
Stella, il cameo fisso all'angolo del divano, ride forte e poi assicura "Sìsì, l'ho sentito anch'io! Diceva proprio così"
Carlotta accusa le amiche: "Mi rassicurate perchè sapete che ho paura e invece voi volete andarvene a letto a dormire!"
Stella si rincantuccia nel suo angolino, sapendo che ormai non c'è più nulla da fare.
Arianna perde tempo a convincere Carlotta che la bambina malefica minacciava effettivamente di far loro gli auguri, e che quindi nessuna maledizione grava in realtà sui loro destini.
Carlotta perde completamente la testa e insinua che dato che si stavano cagando sotto dalla paura tutte e tre, nessuna può esser certa di quello che aveva effettivamente detto la bambina nel video.

"Fanculo a Marco." conclude Carlotta.
"Sì. Soprattutto perchè ha dato a quelli del servizio la nostra mail e il nostro numero di cellulare:
ci sommergeranno di spam." osserva Arianna.
"Io lo denuncio." annuncia Carlotta.
"Oh, sìsì." conferma Arianna.
Stella ridacchia dal solito angolo del divano.

E fu così che, dopo aver inviato una mail piena di insulti all'indirizzo di Marco, le tre parlarono convulsamente fino alle ore sette del giorno seguente per esorcizzare la paura e smaltire l'eccitazione.

Bollettino di guerra del giorno dopo: Carlotta: 38 di febbre. Arianna: bloccata dal torcicollo. Stella: vittima dei balletti delle altre due, ridacchia comunque in piena salute dall'angolo del divano.
 
12月13日

Io, chiwawa

Fanculo, oggi scrivo.
Poco importa se ho solo un quarto d'ora prima di andare a letto per godermi le mie 7 ore di grasso, grassissimo sonno. Sento il bisogno di svalvolare proprio qui, perchè è come mettersi a urlare le proprie ragioni durante un concerto (magari quello dei Radiohead, per cui ho pure il biglietto), che certo, puoi farlo, e una volta fatto puoi perfino dire di averlo urlato proprio con tutti che ti sei rotto -infine- i coglioni, ma di certo nessuno avrà badato a te, quindi potrai anche startene tranquillo che il tuo sanissimo sfogo non potrà comportare alcuna conseguenza e non inciderà minimamente sugli equilibri precari e diplomatici su cui si regge tutta la tua delicatissima vita.
Ma a parte i miei reiterati tentativi di farla finita mangiando solo roba fritta e/o piena di conservanti, posso pure certificare un buono stato di salute, quindi statemi bene a sentire, care forze oscure che vi accanite sul mio umore come spilli su una bambolina woodoo: io non mi lascerò battere da voi.
Nossignore. Perchè io sono piccola e incazzata. E sappiate che se un chiwawa non fa più paura di un pitbull, quantomeno fa più cagnara, e lo fa con impareggiabile determinazione.
* wouf! *