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2月27日 Il Rutto DayArriva infine il mio terzo ed ultimo strippo mensile. Ormai ho imparato a leggere i miei saliscendi emotivi in base ai vari rivolgimenti mestruo-ovarici e a prevedere i miei malumori con certi meticolosi calcoli che contemplano il ciclo in ascissa, il livello di progesterone in ordinata e tutta una serie di integrali a forma di tampax. Pieghiamoci all'evidenza, mie care consessuali: il (nostro) mondo frulla attorno alle (nostre) ovaie [anche se rimane oltremodo scorretto farlcelo notare].
Comunque, dicevo, oggi è proprio il secondo giorno finito il ciclo, ERGO, per non imbarazzare chi non abbia superato analisi I e II con almeno un paio di dignitosi 27, fidatevi di me e rispermiatevi i miei sopraffini calcoli di matematica ovarica applicata: oggi HO DIRITTO (autoproclamato, è ovvio) ad un succosissimo EMO-SFOGO.
Ebbene, eccolo qui: vogliamo abolire, per favore, l'ego altrui con un rutto colossale? Indico il Rutto-day. Domani - così, mi improvviso! -, alle 13 e 15 ora italiana (e i lettori stranieri che leggono a frotte il mio blog si regolino coi fusi orari) rutteremo tutti insieme per protestare contro l'ipertrofia dell'ego nel mondo. Un gigantesco rutto per la vita. L'ipertrofia dell'ego è una malattia terribile, che può creare disagi a intere popolazioni. Eppure, nonostante la sua diffusione, o forse proprio per questo, è stata ormai dimenticata, e nessuna associazione è oggi attiva per trovare finanziamenti alla ricerca scientifica e per l'aiuto agli afflitti. Noi organizzatori del Rutto-day non abbiamo velleità colossali: non ci interessa spostare l'asse terrestre come quelli del World Jump Day. Se per caso ci riuscissimo, tanto di guadagnato (conosco gente capace di emettere certe 'onde energetiche orali' che a confronto Goku era una pippa), ma non è questo lo scopo prioritario. Già me lo immagino *parte un suggestivo sound-track*: all'ora di pranzo, i distributori di bevande di tutto il mondo verranno presi d'assalto da orde di partecipanti al Rutto-day, ognuno che cerca di accaparrarsi la strategica lattina di Coca-Cola. Occhiate complici e imbarazzate tra colleghi, qualcuno già gorgheggia da dietro un fax, le mani fremono, le pancie si gonfiano sempre più. Poi l'impatto: la terribile onda di gas che rompe il muro del suono alle 13 e 15 esatte. Qualche vecchietto muore sul colpo, pace all'anima sua. I nascituri desistono nell'impresa di uscire dall'utero e retrocedono nelle profondità del ventre materno. 'Col cazzo che esco di qui', si dicono. Perchè i feti conoscono già le parolacce, come 'Senti chi parla' insegna (e certi capolavori nella Storia del Cinema è meglio non perderseli, veh). E i cattivi? Gli ego ipertrofici che fine fanno?, si chiederanno i miei piccoli lettori. Annientati anche quelli. Frantumati come i cristalli di Boemia che volevo portare come souvenir di Praga e che mi si sono sbriciolati in valigia (un classico). Perchè questo è il MIO blog, il MIO legittimo, terzo ed ultimo strippo mensile, quindi voglio proprio un lietofine: *burp* E scusaaate, o signori, se non sono una signora. 2月5日 Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamata indecenteLe carte sul tavolo della mia vita cambiano così rapidamente che inizio a temere di essermi seduta non al tavolo di una cartomante, ma bensì a quello di un prestigiatore di strada, di quelli che le carte le cambiano così velocemente che manco te ne accorgi. Che personaggi affascinanti e disperati. Campano delle tue scommesse sbagliate e le chiamano 'illusioni', le chiamano 'prestigio'. Sanno darsi un tono, i prestigiatori. Per ora mi concentro sulle carte, disposta a spendere tutto quello che ho pur di assistere a questo spettacolo che parla di me. Come andrà a finire non si sa: io ho ancora qualche soldo da investire in illusioni, ho la mia voglia di giocare, di ascoltare predizioni. Pazienza se i miei soldi non sono tanti, se sono troppo ingenua per i giochi da strada. Io pago solo per assistere, per vedere un pò del mio futuro, questo voglio. Certo che una zingara con la tuba è un personaggio strambo, ma anche io ho gli occhi troppo grandi per non essere un gufo reale. |
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