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3月31日

Palesemente me

Va bene.
Ho la stessa forza di volontà di una pianta grassa
e il tipico contegno di un orso dinnanzi al miele.
Però non è colpa mia:
io ci ho provato a starti lontana.
Per un paio di ore ho pure creduto di farcela.

Insomma, io sono fatta così.
Sto bene nel mio casino di buoni propositi, rinvii e crogiolamenti.
Arrivo invariabilmente a delle soluzioni inesorabili e decisive,
talmente definitive che si succedono a tempo record, come luccicanti cavallini di una vorticosa giostra.

Mi impegno a fondo nelle cose che mi gratificano, adempio svogliatamente i compiti che meno mi aggradano, mi esalto per cose infantili e insulse, mi lancio in crociate impossibili, rincorro sogni mediocri, difendo le idee altrui e svendo le mie.

A chi mi critica per questa mia incostanza, inconsistenza e incongruenza, faccio notare che che questo mio aspetto incontenibile, incontentabile e inconsueto è davvero incorreggibile.

(Ed ecco come spacciare una sacrosanta verità per una solenne cazzata)

E buon compleanno alla mia amica terrorista!


3月26日

Io vorrei... Non vorrei... Ma se vuoi... (E penso a te)

Io rinuncio (per non lottare invano).
Io mi prometto di non guardare (per non desiderare).
Io non mi creo aspettative (per non rimanere delusa).

Io mi sacrifico (perchè so che è la cosa giusta da fare).
Io mi controllo (perchè non sono un fascio di istinti).
Io mi mangio le mani (perchè sono tentata).

Non ti lascerò le redini della mia vita.
Non permetterò che sia una forza sconosciuta a decidere del mio futuro.
Cosa penseresti di me se lo facessi?

Io non mi fido di te: mi farai del male, vero?
E tu.. ti fideresti mai di una come me...?...che fa quello che fa, che prova quello che prova?

C'è un unico modo per riscattarmi ai tuoi occhi,
una sola maniera per dimostrarmi migliore
e fare la cosa giusta.

Voglio rispettare le nostre vite e dirti che,
se in questo periodo soffro,
tu non sarai la mia via di fuga.
Non sarai il tappeto magico che mi porterà via dai miei problemi.

Eserciterò il distacco
nonostante tu sia l'unica cosa di cui ho voglia.

Non ti eviterò (come potrei?).
Ma non farò di te la personificazione delle mie turbe,
la scappatoia più vile alle mie difficoltà
e l'ennesima fede per cui annullare il mio senso critico
(non crederò in te a tal punto da dimenticare me stessa).

Non ti meriti di essere ridotto alla mia voglia di non pensare.
Ma non ti sei nemmeno guadagnato il privilegio di essere assurto a tutto ciò di cui ho bisogno.

Per una volta pratico l'onestà.
Anche se non richiesta,
anche se non apprezzata,
anche se fuori luogo,
anche se sfacciata,
anche se inattesa ,
anche se meno seducente e provocante.

E se mi troverai noiosa,
se mi troverai meno interessante, inutilmente paranoica e complicata,
allora avrò fatto doppiamente bene a guardarmi dal cedere a una speranza...
        ...e tu sarai stato solo un pretesto per guardarmi dentro;
sarai stato solo un'occasione per mandare all'aria tutta me stessa
e poi, ancora una volta, ricompormi.

Ma se invece saprai apprezzare la mia integrità e capire il mio contegno,
allora ci sarà rispetto, stima e fiducia.
Allora sarai certo che un giorno, se lo vorremo, il tappeto magico volerà solo per noi due.

Comunque vada, spero che ci saranno altre canzoni a farci cantare.
Perchè emozionarsi è sempre bello, per quanto poco possa durare.


3月23日

Al mio mal di pancia

Perchè sei qui?

Sei arrivato per spiegarmi
che la mia vita è un casino
e che non esiste felicità per me?

Sei arrivato per goderti lo spettacolo?
Per vedere la mia parte peggiore?

Allora preparati al peggio
perchè ti porterò fino in fondo con me.

E non potrai liberarti:
mi guarderai con la morbosa curiosità
con cui si sbircia un cadavere
tradendo la stessa lascivia di quel bigotto
che mentre critica l'oscenità di un'immagine erotica
fissa goloso laddove il peccato risalta di più.

E i tuoi occhi saranno solo per me.

Avrai modo di corrompermi, se lo vorrai
perchè il mio fianco è scoperto
e io ti vengo incontro disarmata.

Ma per avermi devi battermi
e io non mi lascerò battere da te.

Mi vergogno e mi faccio pena.

Mi dico che non è possibile
ma che non sono stata io a volerlo.

Mi dico che passerà.

Sì, passerà.

Se mi fermo un attimo
e, in tutto questo casino,
mi ricordo di respirare,
già mi passi.

Come il mal di pancia.

Quanto chiasso per un mal di pancia, cazzo.

Eppure,
ti imploro di rovinarmi la vita...
quando hai del tempo.

Giochiamo insieme quando ne hai voglia:
ti lascerò l'impressione di vincere.



3月22日

Chi non ci ama non ci... (ama?)

Imparare ad amare solo chi ci ama è un'arte che si apprende col tempo.

Questo perchè la tentazione di complicare le nostra esistenza è un gioco decisamente appassionante, e accettare l'evidenza sarebbe troppo umiliante per un degno rappresentante di quella specie che ha elaborato almeno una ventina di modi diversi con cui cucinare un misero uovo.

"Chi non ti ama non ti merita"
è la frase più stupida
con cui sintetizzare una delle faccende più complicate della vita.

"Similes cum similibus facillime congregantur"
I latini non solo vedevano il bicchiere mezzo pieno, ma lo dicevano con più classe:
ci si aggrega più facilmente coi propri simili,
e quindi,
estendendo il concetto,
si fa coppia coi propri simili.

Ecco uno dei doni che l'uomo ha: quello di riconoscere i propri simili.
Ecco come riconoscere chi ci ama.

Non dico che ci si ami solo tra simili, per carità, sarebbe un discorso pericolosamente in bilico tra la banalità da un lato e la boiata pazzesca dall'altro.
Dico però che l'uomo ha la capacità di complicare anche il suo naturale istinto ad aggregarsi a chi gli è più affine.

Tutto comincia verso i 12 anni, quando una vocina dentro di noi ci dice che con Claudia Schiffer faremmo proprio faville.

[O, nel caso delle fanciulle, che Tom Cruise è l'uomo della nostra vita (anche se ci dovremmo premurare di avvertirlo al più presto)]

Si prosegue verso i 16, quando ci si innamora della ragazza più carina della scuola (che, ovviamente, fatica a ricordarsi la nostra faccia brufolosa... e questo nonostante la tua e la sua classe facciano insieme educazione fisica da quasi 3 anni) o del ragazzo più grande di noi (che è felicemente fidanzato con la gnocchetta sopraccitata).

Si conclude in bellezza verso i 18, quando persistiamo nell'errore credendo che la barista gnocca del pub sotto casa (in realtà in preda a delle smorfie di dolore per via dei tacchi troppo alti) ci stia lanciando inequivocabili sguardi di fuoco.

Poi arriva lei, ovvero quella che ci corrisponde a metà.

Ma, dati i precedenti successi, anche una metà ci sembra un traguardo.
(Non si va tanto per il sottile in certi casi)

Ad ogni modo, quando arriva lei scopriamo un nuovo modo di complicarci la vita e capiamo, non senza una punta di orgoglio e soddisfazione, che cantanti e top model erano dei semplici e infantili palliativi e che ora abbiamo infine trovato del pane per i nostri aguzzi denti da latte.

Capiamo che quella è la nostra strada: una serie di cadute rovinose e umilianti.

E vabbè.

Io sono tra quelli che hanno ruzzolato finchè le ginocchia non si sono rotte.
Dopodichè ho continuato ad arrancare strisciando in maniera poco dignitosa dietro a quelli che mi volevano solo a metà.

Decisamente poco fiera di averlo fatto, felicissima di aver infine capito come stanno le cose senza essere ricorsa all'affissione della sacra massima "Chi non mi ama non mi merita" a caratteri cubitali e luminescenti sopra al mio letto.

Prima o poi ci si arriva da soli, coraggio.

Insomma.
Io sono stata 2 anni insieme al mio insegnate di anatomia e lui manco lo sa.

Mai mi sarei azzardata, io quattordicenne e lui padre di famiglia sulla trentina, di informarlo della questione, però siamo stati bene insieme.

Poi l'ho scaricato per Jude Law.
...
Come sono passata da Jude Law a quel rospo del Palvi ancora non l'ho capito, ma vabbè.

(Ora la supercaccola  ha pure cambiato identità sessuale e sparge in rete le sue indecorose immagini... Oh, signur!
...
Bel troioneeeee!)

3月21日

Out of order

                      Fuori controllo.          (Non gestisco le mie emozioni.) 
             Fuori servizio.           (Non faccio le cose che dovrei fare.)
                     Fuori di testa.           (Non controllo i miei comportamenti.)



Avermi nella tua vita                                     Sono il colpo nel gomito
è come per un affamato                                secco e dolorosissimo
ricevere per pasto                                     che ti infliggi sbattendo sempre
un frutto di melograno:                             contro lo stesso dannato spigolo.
tutto semini
(aspri, per di più).


Sono quello spettatore                                    Sono il capello
seduto dietro di te al cinema                                   nella tua minestra.
che chiacchera col vicino
per tutta la durata del film.

                                   Sono l'antagonista stronzo.
                              Sono la lettura più noiosa della tua vita.
                                      Odiami, cazzo, odiami.

                                     
3月18日

Non conviene fare sesso

Sei per metà un prodotto delle mie aspettative,
e solo per questo già ti amo.

Intendiamoci:
ti amo come si può amare un paio di scarpe nuove fiammanti o la propria felpa preferita,
quella che ci tiriamo dietro dalle medie e che nostra madre ha provato a buttare nell'immondizia almeno una dozzina di volte.

Ti amo come si ama il compito in classe del liceo con sopra disegnato un bel 10 a penna rossa.

Ti amo per lo stesso motivo per cui,
se io dico amatriciana ,
tu pensi a un bel piatto di bucatini.

Ti amo come si ama quel pacco regalo dall'inconfondibile forma della chitarra elettrica che hai sempre sognato.

Ti amo per lo stesso motivo per cui,
                  nel preciso istante in cui hai finito di allacciarti la cintura di sicurezza delle montagne russe e guardi davanti a te,
 pensi che,
       forse,
     non sei ancora del tutto pronto a partire.

Sei un delizioso nuovo acquisto e il primo pensiero di questa mattina.

Scusa se smorzo così la faccenda,
ma spero che già da domani il mio primo pensiero della giornata torni a essere l'urgenza di andare a urinare.

La morale comune nega la convivenza di un'attrazione con un serio affetto.
A tutti scappa una fragorosa risata mentale nel pensare a quanto sia inesatto questo teorema che nessuno si azzarda mai a contraddire in pubblico per rispettare un'etichetta che risale suppergiù all'alto medioevo (ma che  dico? All'alba dei tempi...).

Insomma, dire una volta per tutte e con solennità che le cose non stanno propriamente così equivarrebbe a sconvolgere un equilibrio millenario,
a infrangere un compromesso sociale e a fare un dispetto ai presenti
che sentirebbero improvvisamente il bisogno di grattarsi il naso, tossire, controllare il cellulare e guardarsi le scarpe (anche se non per forza in questo preciso ordine).

In realtà credo che se non mi infatuassi di altre persone,
destinate invariabilmente a sparire dai miei pensieri nel giro di un episodio di O.C.,
non potrei nemmeno definirmi veramente convinta di stare con il mio lui.

Insomma, vorrebbe dire che vado in giro col paraocchi
come quel vecchio ronzino destinato a trainare lentamente il suo cocchio di turisti tra il Colosseo e l'altare della Patria fino alla fine dei suoi giorni.

Nossignore.
Io guardo e,
se mi capita qualcosa di notevole,
apprezzo pure.
E lo faccio con la serenità di chi sa che tutta la letteratura sull'argomento si è pronunciata per dichiarare quanto sia controproducente lottare contro questo tipo di emozioni.

Sì, io guardo.
E mi auguro che il mio compagno faccia lo stesso
e che non stia insieme a me per paura di non poter ottenere di meglio.

Io e Dolcevita ci siamo promessi che nel caso trovassimo una persona migliore
ce ne andremo con questa nuova persona
ma a monte sta la convinzione
che questa fantomatica persona non esista proprio
e che costituisca solo uno spauracchio
con cui ingelosirci l'un l'altro nei momenti di noia.


Ballando al buio
(Stadio)


Pensi all'amore pensando a me
ti batte il cuore: dimmi perche'

Le paure che hai, i sogni incerti
non confonderti mai: saran tuoi sempre

Senti l'amore: stringiti a me
ti batte il cuore: dimmi perche'

Questo tempo per noi è poco e prezioso
passera' prima o poi e non tornera'

Se ti stringo un po' di piu'
ballando al buio in silenzio
il tempo, il tempo sorridera'
ballando al buio in silenzio

Ti bacio piano, piccola mia
bacio il respiro che porta via
Le paure che hai, i sogni incerti
non li scordero' mai: saran per sempre

Se ti stringi un po' di piu'
ballando al buio in silenzio
il tempo, il tempo sorridera'
ballando al buio
in silenzio... in silenzio.

Mi sento di concludere con un aforisma simpaticissimo trovato per caso in rete ieri sera:

Non conviene fare sesso: la fatica è tanta, il piacere è breve e la posizione è ridicola.

C'è qualcosa di inequivocabilmente vero in questa frase,
ma,
perdonate la mia sfacciataggine,
chi crede che si tratti della prima asserzione mente a sè stesso.

Ad ogni modo, Lord Philip Chesterfield si è guadagnato la mia stima incondizionata


Shaman King, Hatscepsut, le ciuffole e me

Per favore, non dite nulla.
Ho saltato la mia semestrale uscita in discoteca a causa del ciclo mestruale .
Noh, stavolta io non c'entro nulla.
Il ciclo mestruale della mia amica!
Mabbbaffanculo, vah: ora pure il ciclo degli altri mi perseguita!
Come se non ne avessi già abbastanza del mio!

Per una volta che ero carica, checcaspita...!
Di solito mi occorre una preparazione psicologica di qualche giorno e le suppliche di svariati soggetti per partecipare a un serata in discoteca...
e proprio a sto giro che ero ben disposta...
ma porca-paletta-porca...!

Ne ho ben donde di siffatte ciuffole, signori.
Domani si cambia sesso, così mi posso portare a letto la Kerin.
Oh, sì... Non comprerò mai più assorbenti, ma bensì... pacchi di preservativi!
Che cuccagna T-T
Per fortuna domenica vado a una festa a Milano, così avrò modo di scatenarmi.

...

Sono le 4 e mezza e io sono ancora qui ad scoltarmi Shaman King e a parlare con la persona che amo di più al mondo.
Non male, direte voi.
Peccato che questa persona mi odi a tal punto da rendermi ridicola agli occhi altrui per passarsi il tempo (e qui avrete già capito che si tratta sempre di me stessa)--->(Ecco a cosa serve un blog: a intavolare paradossali conversazioni con la parte dissociata del nostro ego).

...

Insomma, io in questi giorni non ho sonno.
Dolcevita dorme a bocca aperta e io, invece, sarei nuovamente pronta a scalare il monte Sinai, a correre con la moto nel deserto e a cavalcare sul bagnasciuga (insomma, sarei pronta a ritornare a Sharm el Sheik).
Quantomeno, se proprio credete che accordarmi una vacanza sia concessione troppo generosa, fatemi almeno iniziare subito un corso di tango!
O di free climbing.
O di origami (non ho ancora deciso).

Beh, vabbè, poco importa.
Tanto ora mi toccherà stendermi su quel letto,
immobile come Hatscepsut nel suo sarcofago,
e cercare di prender sonno.
Ahhhhhhh.


3月17日

Io, Shadow Lady

Nel giro di una mattinata ho cambiato umore almeno una decina di volte:
starmi vicino richiede un sistema nervoso a prova di bomba e la consapevolezza di sperimentare inevitabilmente tutti i registri delle umane emozioni senza poter avanzare pretese di motivazione alcuna.

Per fortuna Dolcevita se ne starà fuori tutto il giorno e io posso permettermi infine il lusso di giostrare tutta questa agitazione in eccesso senza coinvolgere un povero innocente.

Stasera, dopo circa 9 mesi, si organizza una serata in discoteca.
C'è poco da dire: la preparazione per la discoteca è diversa da quella per un'altra serata.
Il trucco richiede in media mezzora in più, dall'armadio saltano fuori capi d'abbigliamento che farebbero invidia a Paris Hilton, la mia fisicità si traforma...
e io divento Sheila di occhi di gatto,
divento Shadow Lady.

Ma questo non credo dipenda tanto dal fattore "discoteca", ma dal fattore "notte" in generale.
La notte è più affascinante del giorno
e non porta con sè solo il suo proverbiale consiglio, ma anche qualcosa in più.
Ci sono lati del proprio carattere che si possono mostrare solo di notte.
E io credo più veritiera la mia versione notturna rispetto a quella diurna.

Provate a ricordarvi
quella mitica serata passata coi vostri amici
(i vostri veri amici)...
quella in cui tutto era perfetto,
armonico
ed esilarante.

Quella nottata indimenticabile
in cui alla fine
avevate tutti la faccia stravolta dalla stanchezza
e i capelli sconvolti,
e vi sentivate tutti una cosa sola l'uno con l'altro.

Credete che se fosse successo di giorno
ci sarebbe stata la stessa atmosfera?

E ricordatevi quella nottata
passata con lei
quando il mondo sembrava girare intorno a voi due
e vi sembrava di non potervi allontanare
più di un abbraccio.

Sarebbe stata la stessa cosa
se a illuminare i vostri cuori ci fosse stato il sole di mezzogiorno?

La notte ci mette in contatto con la parte più emotiva di noi,
ci toglie un pò di inibizioni, e il contatto reciproco diventa più spontaneo.

Io adoro la notte.
E credo che non sia fatta per essere sprecata interamente in un letto, a dormire.

Io di notte lavoro.
Studio, scrivo, disegno, faccio cose.
Per lo stesso motivo di cui dicevo sopra.
Per questo contatto ancestrale, atavica reminescenza del mio essere predatrice, pulsione all'azione e alla ricerca degli altri e di me.

Curioso come il mio desiderio di andare a ballare, espresso giusto ieri sera col mio pusher di emoticon trash, si sia realizzato in maniera così repentina.
Insomma, la mia semestrale uscita in discoteca si sta per concretizzare
e io non so ancora che cosa mettermi! 

3月14日

Io, sassofonista

Quando il sassofono va in amore
emette grida di piacere:
e non esiste lamento più sensuale
nè richiamo più invitante per le mie orecchie.

Un ordigno a fiato
dai mille bottoni luccicanti:
basta prenderlo tra le braccia
toccarlo con maestria
alitare in lui la vita
...e lui te la restituisce
gridando piano...

...troppo soave e dolce per essere un urlo
troppo solenne e autorevole per essere sussurro
è la perfetta via di mezzo
tra il grido prima della battaglia
sonata al chiaro di luna di Beethoven.

E' l'ultimo canto del cigno
e io vorrei morire
   ascoltando un sax
che mi parli d'amore,
che sospiri e che gema
    e che sul punto di tacere
riprenda impetuoso il suo lamento
come un amante che ricambi un bacio.

Solo il sax
fa passare un'eternità
tra lo spegnersi di una nota
e il pervenire di un'altra:

nell'immensità di quell'attimo
si consuma tutto l'amore di Romeo e Giulietta
due aerei si infrangono contro le torri gemelle
il Titanic affonda
e i buoni salvano il mondo.

...

Ora fate voi
            se un tale strumento
non deve passare dalle mie mani.

*risata diabolica*

Ho già il sax.
Non mi resta che comprendere come fargli emettere suono sensato
(impresa non facile, già so).

C'è un'attrazione chimica che si genera tra suonatore e strumento.
Un'attrazione che può scattare o meno, come il famoso "click" tra due persone (ma chi ha inventato questa infelice onomatopea dal metaforico suono di un interruttore della luce? Bah...).

Ora sto per scoprire se tra me e lo strumento che sogno fin da bambina c'è feeling.

Quando mi invaghii del flauto traverso (infatuazione piuttosto celere, devo dire), prima di comprarlo, mi appartai con lui per sondare se in intimità tutto era perfetto come sognavo:
lo presi emozionata tra le mani e soffiai al suo interno con trasporto,
ma quando questo mi ricambiò con una sorta di vagito poco romantico,
capii che quello non era il mio strumento.

Non che mi aspettassi di lanciarmi immediatamente nell'esecuzione perfetta di chissà quale sonata, ma quel vagito mi seppe inesorabilmente di rifiuto;
così,
sdegnata io e invenduto lui,
ci separammo,
e io tornai supplice dalla mia tastiera sentendomi un pò in colpa per il  tradimento che avevo quasi consumato.

Finora parecchie cose mi hanno tenuta lontana dal sax:

1) Il suo peso. E' uno strumento straordinariamente pesante per una cosetta come me.
2) Il fiato che richiede.
3) Lo studio accademico della musica (cosa che aborro).
4) La mancanza di un sax
(e dire che ne ho cercato meticolosamente uno per anni in tutte le sorprese kinder e ferrero).

Alle prime 3 difficoltà non ho ancora trovato una soluzione,
ma in compenso ho trovato un sax
(la mia affannosa ricerca tra le kinder-sorprese ha dato i suoi frutti).

Insomma, in questi giorni proverò
(ri-proverò, con più intimità e concentrazione... e, possibilmente, per più di 10 minuti)
a instaurare la mia intimità col Signor Sassofono.

Avete presente
quando desiderate una persona a tal punto
da pensare che il solo contatto della vostra saliva con la sua
potrebbe generare qualche strana alchimia, effetto speciale o scossa elettrica?

Se il sassofono non fosse di Dolcevita mi sembrerebbe quasi di tradirlo

Fausto Papetti & Arianna: sounds good!!!

3月8日

Il senso della vita, le mie cose e me

Insomma
fino all'altro giorno

non sapevo che fare della mia vita

ed ero indecisa se lasciare il mio ragazzo
o fare un figlio con lui

se mollare l'università
o laurearmi il prima possibile

se strafogarmi di cibo fritto fino a scoppiare
o se mangiare riso scondito e praticare meditazione yoga per le settimane a venire

se abbandonare la mia passione per il disegno e darmi alla produzione casalinga di cestini di vimini
o se dedicare almeno un paio d'ore al giorno a questo mio antico hobby nella speranza di migliorare

se mettermi un sacchetto del pane in testa
o andare da un'estetista e dirle: "Faccia tutto il possibile, mi prostituirò per pagare"

...

E poi non sapevo più scegliere.
Anche le cose più banali diventavano frutto di impensabili confutazioni.

Dubbi amletici devastavano la mia mente:
meglio le mutande o il tanga?
Meglio la gonna o i jeans?
Meglio la piscina o la palestra?

Mosso a compassione dall'inquietudine che questi 3 aberranti quesiti mi suscitavano, il buon Dio ha pensato bene di porvi rimedio inviandomi con prontezza un segnale della sua divina presenza e preferenza in materia:
il ciclo mestruale.

Insomma, come dire:
tanga, gonna e piscina: NO.

L'ho capito che mi voleva suora, quello, ma becca male.

E vabbè.
La crisi è rientrata anche 'sta volta.
Un bel pannolino, delle deliziose mutandone stile nonna Giuditta, la mia scorta di moment rosa, i jeans più larghi che ho e...
Via! Sono di nuovo pronta a conquistare il mondo:
io e la mia vagina sanguinante, unite per la vita, come sempre.

Insomma, per me il ciclo mestruale è una catastrofe di dimensioni inimmaginabili.
Un vero flagello.
Non a caso tutti i mesi finisco per parlarne.

Voi non lo sapete...
Ma c'è tutta una serie di strabilianti inconvenienti che si ripetono invariabilmente ogni volta che ho il ciclo.

Non è possibile, direte voi.
E invece sì.

Ogni volta che ho il ciclo, il quantitativo di moment rosa che serve a sedare i miei lancinanti dolori ovarici è sempre e costantemente insufficiente.
No.
Non basta fare scorta:
quando sono munita di ben due pacchi di moment, mi servono due pacchi + UNA STRACAZZO di bustina (proveniente quindi da un terzo pacco)!
Per questioni di scaramanzia mi vedo costretta a nascondere bustine di moment in ogni dove.
Comunque non mi è d'aiuto.
Si vede che lassù  si sono accorti del trucco e mettono le bustine che sparpaglio per casa nel conto delle necessarie ma insufficienti.
Stronzi.

Non c'è esame universitario che abbia sostenuto senza avere il mio fidato ciclo mestruale come compagno.

Quando ho il ciclo, tutti i pantaloni neri stanno a lavare (sì, ne ho almeno 5 paia):
solo un paio bianco come il latte mi occhieggia da dentro l'armadio sbeffeggiandomi con argomenti del tipo: "Tanto lo so che non hai il coraggio di indossarmi!".
Ed effettivamente c'ha ragione: mettersi i pantaloni bianchi durante i giorni di ciclo equivarrebbe ad una crocifissione in sala mensa.

Quando ho le mie cose,  in casa non c'è mai del cioccolato.
E Dio solo sa quanto le donne hanno bisogno di cioccolato in quei giorni.
Roba da farsi venire le convulsioni dall'astinenza.

Potrei andare avanti all'infinito, ma mi serbo qualche cartuccia per i mesi a venire, giusto per continuare la serialità dello spazio dedicato alle disfunzioni e tragedie legate al ciclo che, per quanto idiota, mi garantisce sempre grandi slanci di solidarietà da parte dei miei amici e del mio ragazzo.

Ai dubbi sul che fare della mia vita, sulla produzione di cestini di vimini, sul suicidio per esplosione del fegato causato dall'ostinato consumo di cibarie fritte e sulla maternità, ha risposto, come sopra, il mio ciclo.

Insomma, quando sono a un passo dall'implodere,
quando sono ormai convinta di costituire l'essere più pidocchioso e scalcinato su questo inquinato globo rotante e barcollo tristemente a un passo dalla certezza di rappresentare la piena realizzazione della non realizzazione,
quando, dicevo, solo un soffio mi separa dal porre tragicamente fine alla mia esistenza, eccola lì, la prima avvisaglia di rimescolamento ovarico, la prima gocciolina di sangue sulla mutandina, piccola, inconfondibile dimostrazione di quanto tutto questo nero che credevo inghiottirmi abbia una semplice e imbarazzante nomenclatura: sindrome premestruale.

E allora fanculizzo tutti i miei dubbi,
capisco che molto probabilmente un figlio lo farò... ma più avanti negli anni, che probabilmente prenderò la laurea... ma con la dovuta calma, che mangerò sia del fritto che del riso scondito (proporzione 10000:1), che continuerò a disegnare sporadicamente... ma con passione
e che la produzione di cestini di vimini mi tenterà quando avrò 80 anni e vivrò in Cina.

E soprattutto realizzo di non essere l'unica a non aver colto il senso della vita;
e che il non sapere cosa fare della propria esistenza  è il male più comune dopo l'acne giovanile e l'intolleranza al pomodoro
(è impossibile conoscere qualcuno che non sia intollerante al pomodoro, credete a me, ma ancora più impossibile è trovare qualcuno non intollerante al pomodoro che abbia evitato i brufoli in età puberale).

E così, quando arriva il ciclo, oltre al ricambio sanguigno, si rinnova il mio spirito da buontempona: il mondo fa meno schifo, il cielo è blu sopra le nuvole  e nessuno fermerà la musica.

Peccato che duri poco.
Già:
ho una sindrome premestruale di 20 giorni +  5 di ciclo, fate voi
Ma la pignoleria non paga, no?

3月1日

La comunissima incomprensibile

Stasera non sono riflessiva.
Mi sento forte e depressa.

Ovviamente
non depressa dalla mia forza
ma forte della mia depressione.

Insomma, se ho superato questa notte
e l'esame di storia contemporanea con il famigerato professor Cavazza (che pretende la conoscenza degli impianti costituzionali di tutti i paesi europei a partire dal 1815),
posso sopravvivere a tutto.

...

Voglio cambiare la mia vita!

Ora respiro,
raccolgo le forze necessarie
e faccio pulizia.

Ancora qualche giorno di autocommiserazione, imprecazioni e lamentele.
Ancora qualche giorno di dubbi, esitazioni e valutazioni.
Ancora qualche giorno per ricaricare le pile.

E poi scateno l'inferno.

Basta con questo essere buoni, disponibili e annoiati!
Io sono una pazza furiosa, cazzo
e rivoglio la mia vita sconfusionata.

Da quel vorticoso ciclone che ero
sono diventata un peto.

Rivoglio i miei mille entusiasmi, il mio saliscendi emotivo, il mio inquieto andirivieni.

Fanculo a chi non mi sta dietro
a chi non mi capisce
a chi mi giudica dall'alto della sua mediocre normalità.

Io non sono come voi, signori, io sono la comunissima incomprensibile.
Quella ragazza come ce ne sono migliaia, che voi guardate da fuori e che trovate buffa, a volte scontata e a volte stupefacente, ma sempre così noisamente problematica.

Voi non capite: il vostro quadro psicologico è così ordinato da assicurarvi sempre coerenza e decisione.
Nauseabonde, stupide e grottesche persone "normali"!
La fermezza nei vostri intenti ricorda tanto quella dell'asino nel voler mordere la carota.
Eggià: l'asino non ha alcun dubbio nel volere per sè il suo ortaggio
e voi siete ugualmente decisi
nell'attuare i vostri elementari propositi
talmente semplici
e talmente pochi
da non permettervi il lusso di esitazione alcuna.

Io nell'esitazione ci vivo.
Perchè ho tante scelte quanti sono i capelli di Angelo Branduardi.
E queste scelte
non mi vengono elargite insieme a canditi e frutta secca
ma sono io a crearle
nella mia testa e nella mia vita.

E io stasera ho deciso che
nonostante tutto
non sono così pazza
quanto mi vorrei.

Quindi, da domani, sarò più pazza.
E amerò di meno.
Perchè anche l'amore mi ha stufata.

E' da quando sono bambina che "amo".
Mi sono scocciata.

E l'amore, questa sera, mi fa schifo.
C'è chi nella vita non lo conosce mai, l'amore.
Io ci vado a bracceto dalla pubertà, sapete cheppalle???
Stasera l'amore mi pare la più grande buffonata mai prodotta dalla mente umana.

Mi sa che dovrò rivedere la mia vecchia filosofia (a metà tra il melenso abbandono de L'amore è una cosa meravigliosa  e una puntata dei cavalieri dello zodiaco).

Sì,
da domani amerò di meno e odierò di più.
Ottimo proposito.

E, per inciso, Lady Isabel mi è sempre stata sul cazzo.