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4月28日 Le riviste di bellezza e meOgni tanto, l'avrete già capito, la sottoscritta prova a fingersi donna, salvo scoprire subito dopo che proprio non ce la può fare a esser femmina fino in fondo. Orbene. Stamattina mi sentivo un pò strana. Sarà per colpa di quel pelo argentato, cresciuto nell'arco di una notte tra i castani compagni del mio sopracciglio destro, che mi ha fatto sentire improvvisamente come una arzilla nonna ventitreenne e mi ha spinto a cantare per tutta la mattinata " E' il mio corpo che cambiaaaa, nella forma e nel coloreeeee... è in trasformazioneeee!". Già. Ogni tanto capitano di queste repentine mutazioni (tra cui brufoli e peli meritano un posto d'onore) che ti fanno veramente meditare sul fatto che i giorni siano tremendamente simili tra loro. Del doman non v'è certezza, è vero, ma brufoli e peli rimangoni delle fastidiose costanti che danno un senso di continuità alle giornate: se ti addormenti con un brufolo, infatti, stai certo che all'alba del nuovo giorno dovrai dargli una controllatina prima di uscire. Se non altro per verificare tu stesso il morboso fascino con cui questo purolento inestetismo richiamerà irresistibilmente gli sguardi altrui nell'arco della tua giornata. Quando hai un brufolo in viso, non c'è seno prorompente o occhio azzurro che tenga: anche l'uomo più educato od allupato scruterà più o meno discretamente questa tua imperfezione. E lo stesso vale per noi donne. Anzi, soprattutto per noi donne, dato che solo un uomo può andarsene in giro con un brufolo talmente tronfio da incuterti il sospetto di avere vita propria. Comunque, tornando a me, dicevo che oggi mi sentivo strana. "Vuoi vedere" ho pensato io "che oggi sono più donna del solito? Magari se faccio una cosa da donna mi sento più appagata!". Così ho pensato che, magari, comprare una rivista di bellezza poteva essere un buon inizio. Poi ho capito che spendere anche solo un euro per vedere delle stragnocche ricoperte di oro, diamanti e vestiti del medesimo valore commerciale sarebbe stato un pessimo investimento per me (e dire che la maggior parte delle femmine paga per sentirsi brutta, povera e senza vestiti... mah!). Così ho pensato di ripiegare su MSN today, che propone qualche articolo di Glamour e cazzate varie. Barcamenandomi tra diete che propongono di consumare un quindicesimo della quantità giornaliera di parmigiano che sono solita consumare e delle prugne cotte come dessert (come-come???) sono infine giunta a questo articolo: L'amore è cieco, si sa. Eppure, in certi casi, la scelta di una donna può cadere su uomini che dimostrino "a vista" particolari requisiti. Secondo una nuovo studio condotto da una coppia di psicologi polacchi, infatti, le donne sarebbero più propense a scegliere gli uomini alti quando cercano una relazione di breve durata o semplicemente quando si trovano nel loro periodo fertile. Boguslaw Pawlowski e Grazyna Jasienka hanno chiesto a oltre un centinaio di donne di osservare i ritratti di sei coppie (la cui variante era l'altezza degli uomini) e di individuare quello che secondo loro rappresentava l'unione migliore. Ebbene, la maggior parte delle donne nel periodo fertile ha scelto le coppie in cui l'uomo superava l'altezza media maschile del 14/19 per cento. In seguito, alla richiesta di individuare l'uomo ideale per una relazione breve e una duratura, la maggior parte delle donne hanno indicato gli uomini più alti come migliori, rispetto a tutti altri, per le storie lampo. «I nostri risultati confermano che quando le donne sono potenzialmente fertili o alla ricerca di un partner per una semplice avventura, scelgono con più frequenza gli uomini di dimensioni maggiori», sottolineano a riguardo gli autori dello studio. «L'altezza di un uomo, infatti, può essere un indizio dell'alta qualità dei suoi geni. Le donne, in questo modo, seguono una strategia che aumenta le possibilità di acquisire i geni migliori per il proseguimento della propria specie». Essendo Dolcevita alto un metro e novantadue, mi sono sentita chiamata in causa: o sto protraendo una storia lampo da 3 anni oppure sono perennemente fertile, fate voi. Vi rendete conto, uomini, di che roba si fanno abitualmente le vostre donne? Di articoli come questo! Non meravigliatevi MAI PIU' quando la vostra ragazza vi costrigerà a passare un'intera giornata da IKEA o impiegherà un'ora e mezza per decidere il suo quindicesimo maglione nero (cosa che, già so, vi fa sospettare che la vita di una donna sia incommensurabilmente vuota)! Per entrare nello spirito di una autentica lettrice di riviste di bellezza è necessario compressurizzare il cervello riducendolo a un terzo del normale, autofomentarsi sull'indispensabilità della dieta a zone, imparare a menadito le innumerevoli proprietà della calendula e del tarassaco, mettersi a bere come un'oca per sorbirsi i famosi 2 litri di acqua al giorno che tanto depurano (ma che soprattutto stimolano un'interminabile diuresi), comprare una dozzina di flaconi e barattolini multicolori che probabilmente verranno buttati prima del loro totale consumo per dare spazio alla nuova dozzina e, ultimo ma non meno classico, iscriversi nella palestra più costosa della città per frequentarla un terzo di quello per cui avete pagato (magari perchè vi sentite grasse). Dopo questo duro allenamento, siete pronte a confondervi nella brulicante massa delle lettrici delle riviste di bellezza e potrete aspirare alla brulicante massa delle lettrici di riviste di moda. Qui la preparazione è meno brigosa: basta che lasciate decidere ad altri qual'è il capo e il colore che vi dona di più (poco importa se è lo stesso capo e colore che indosseranno tutte le altre donne dai 13 anni in su per i successivi 3 mesi. Voglio dire, se proprio siete pignole, vi rimane la possibilità di credere che a voi, e solo a voi, doni per davvero). Ok. Potrei concludere così, in bellezza, sdegnando questi mostri di femminilità e spacciandomi per un'essere superiore, dal corpo di donna e dalla lucidità di un uomo. Sorvolando sul perchè il termine "lucidità" proprio non mi si addica, per amor del vero devo ammettere che: 1)mi sono ciucciata litri di puro succo di aloe-vera nella speranza che: - mi mettesse a posto lo stomaco - mi rinforzasse capelli, unghie e sistema immunitario - mi disinfettasse da non so che - prevenisse i tumori (toh!) 2)Sono andata al Cosmoprof e ho speso circa 150 euro di trucchi, limette per unghie e piegaciglia. 3)Passo mediamente due ore alla settimana piazzata in estasi contemplativa davanti allo scaffale di integratori dietetici e pasti sostitutivi in comode barrette al cioccolato (che ho comprato una volta sola e mi sono mangiata quelle & il pasto). 4)Ho almeno una decina di capi nell'armadio comprati da me in prima persona e mai indossati. Ovvio, li conservo per un futuro migliore. Per quando avrò perso i miei famosi 3 kg. Ecco. Pensate cosa sarei capace di fare se leggessi pure delle riviste di bellezza! Io, soccombutaApprendo ora di aver preso 30 in un esame a cui avevo risposto solo a 27 domande. Ora: la matematica non è mai stata il mio forte, ma credo che qui ci sia lo zampino del mio santo protettore [(ovvero S.Tropez) Concordo, era penosa... Ma ho preso 30 e quindi posso anche permettermi una piccola caduta di stile]. Sostanzialmente scrivo solo per bullarmi: muahahaha. Pare che il professore sia stato di manica larga con la totalità dei frequentanti, quindi non mi sento nemmeno in colpa. Aho, si vede che quelle 27 erano giuste... e per le rimanenti 3 mi ha creduto sulla fiducia. E ha fatto bene, aggiungo io, lucidandomi l'aureola. Stasera si è giocato di ruolo. Tra una cazzata e l'altra siamo incappati in 2 dubbi linguistici: ma... il participio passato di soccombere? Soccombuto? Soccombito? Ma che caz? Comunque, per chi non lo sappia già, esistono dei verbi difettivi che non hanno tutte le voci di coniugazione, e in quei casi, per dirla alla niu generescion, "ci si attacca" e si usano delle perifrasi o dei sinonimi più affabili. Tra questi verbi birboni, generatori di simpaticissime gaffe e improvvisi attacchi di tosse, annovero i primi trovati in rete: espandere delinquere fulgere fungere indulgere stridere fervere cernere scecernere competere concernere convergere dirimere spandere discernere suggere esimere Trovo doveroso informarvi che un'altra scuola di pensiero ritiene che alcuni participi passati dei succitati verbi esistano eccome e si declinino in "uto". Per quanto brutte possano sembrare queste forme arcaiche, dunque, "soccombuto" e "incombuto" reclamano la loro legittimità. Io scrivo per piacere, e non per frantumarmi il cervello sui cavilli più ricercati della nostra lingua, quindi non ho ancora un parere definito in merito all'attendibilità di una tesi rispetto all'altra. Però propendo istintivamente per la tesi della difettosità. Salvo poi tramutarmi in un'agguerrita sostenitrice della tesi opposta nel caso mi scappi involontariamente un "soccombuto". Il secondo dubbio linguistico era: come si definisce una persona affetta da amnesia? Amnetico? Amnesiatico? Amnesiaco? Credo che questa notte non dormirò. Già: non ne ho la pallida idea. Insomma, arrangiatevi (eccheccazzo.). Nel dubbio propongo di chiamarlo amnesiuto e di sostenere animatamente la necessità di rispolverare certi termini arcaici. 4月17日 Io, squinziaChe stupidi gli uomini che si lasciano intimorire da una mia borsetta...! Che intrattengono interminabili conversazioni mentali con il mio femminile accessorio, biasimandogli la griffe o il presunto costo. Che credono di potermi catalogare in base a dove metto il portafogli e le chiavi di casa. A cui conforta pensare che privarmi della mia borsa possa produrre un effetto simile al taglio dei capelli su Sansone: "Privata della sua Fendi, diventa spaesata, insicura e balbuziente" Eppure, per quanto provi a trattenermi, io per prima stigmatizzo le persone che hanno automobili costose. Non c'è niente da fare: più vale la loro auto, più si fa prepotentemente largo tra i miei primi pensieri il sospetto che siano delle teste di cazzo. E questo nonostante l'unica differenza tra noi stia nel fatto che loro non spenderebbero mai certe cifre per una stupida borsa e io non spenderei mai certe cifre per una stupida auto. Non c'è niente da fare: tra le diverse categorie di consumatori ci si guarda con sospetto. Durante il mio viaggio di ritorno da Roma, un signore si è letteralmente indignato nel leggere il prezzo di un mio fumetto. Avrei potuto scandalizzarlo del tutto rivelandogli che si trattava di un'edizione abbastanza economica, ma mi pareva già abbastanza turbato dal fatto che io fossi disposta a pagare una cifra così esorbitante (3 euro) per un fumetto impaginato male (in realtà era semplicemente impaginato all'orientale, quindi quella che per noi è la fine era in realtà l'inizio del volume). Rabbrividisco pensando che la mia discreta micro-borsettina, dal colore vago e quasi mimetico, mi marchi a fuoco come una grassa vitella appartenente all'indistinta mandria delle fighette-figlie-di-papà. E soprattutto mi fa sorridere sapere che si tratta di un regalo (o del bottino di una raffinata estorsione). Ebbene sì: manco io spenderei certe cifre per una stupida borsa, così ho sguinzagliato una famiglia di pulci nell'orecchio del mio ragazzo e, qualche mese più tardi, ho avuto la mia graziosa borsetta senza dover sopportare il rimorso di aver speso una cifra vergognosa per un oggetto superfluo e non più grande di una mela. Sono squisitamente squinzia, lo so. (E chi ha pensato a qualche altro aggettivo è un cafone! )4月12日 Campari, sex fashionCAMPARI, SEX FASHION
(Testi & concept by me. Copertina e stilosità by Feiyen) INDICE
Cap.I La pubblicità come moderna forma di arte portatrice di un ethos.
Qual è l'etica della pubblicità? Tra oscenità e arte Vendere lo stupore, promuovere l'obsolescenza estetica, commercializzare la novità Cap.II Tra il censurare e il moralizzare c'è di mezzo il subliminale
Implicazioni e complicazioni Cosa ne pensano i giovani Cosa ne pensano gli adulti Cap.III Conclusioni INTRODUZIONE Molte sono state le recenti polemiche sull'uso improprio di messaggi di natura sessuale nella promozione televisiva di svariati prodotti e servizi in quest'ultimo anno: dal contestatissimo spot della Campari, in cui una donna e un uomo, in un ambiguo gioco di seduzione, svelano le loro identità sessuali, alla più recente e ironica, ma non meno controversa, promozione pubblicitaria delle patatine in bustina Amica Chips, avente come testimonial il porno-divo Rocco Siffredi. La pubblicità persiste nell'incalzare il suo perpetuo moto verso l'eccentricità e l'eccesso, giocando con la caleidoscopica lente della fantasia sessuale e dando vita a un vero e proprio filone che fa del sesso una moda e lo strumento privilegiato per attirare l'attenzione delo spettatore/consumatore. Ma quali sono le implicazioni di questo scanzonato uso di messaggi di natura sessuale su un pubblico non adulto? E' giusto tutelare i bambini dalla visione di queste ambigue, o troppo esplicite, immagini? Si tratta di un eccesso di precauzioni o di una fondata preoccupazione? Ecco cosa ne pensa la popolazione bolognese dai 16 anni in su. Ora mi manca solo un committente. Ah! Cosa non bisogna fare per superare Laboratorio informatico III...! Ma soprattutto: come farei senza di te, maestro? 4月8日 Berlusconi e meScarsa ispirazione e grande mal di testa quest'oggi. Come l'ultimo mese a questa parte, del resto. Mi domando quando la primavera finirà di infierire sulla mia stropicciata esistenza. Ad ogni modo, l'umore è migliorato e mi sento più forte. Ho infine deciso di terminare il mio periodo di libertà e concentrarmi su qualcosa di produttivo. Non appena la mia testa e il mio corpo si decideranno a darmi retta, potrò riprendere a pieno ritmo le mie mansioni (e già l'essermi decisa è uno snodo importante). Il clima elettorale mi ha snervata. Più che altro mi snervava vedere Berlusconi ridotto così: non si teneva più, poveretto. La sua costante premura nell'elargirci perle di suina saggezza con cui rallegrare le nostre giornate si era tramutata in un incontenibile delirio dai colori non poco imbarazzanti. Io avrei proposto di abbatterla, quella povera bestia, se non altro per compassione, ma molti (ahimè) in questo Paese credono che il porco non sia ancora pasciuto a dovere e, nella speranza che ingrassi oltre misura, lo voteranno proprio domani. Mi rallegro pensando che un giorno racconterò ai miei nipoti di aver visto il (piduista) Presidente del Consiglio svalvolare su tutte le reti televisive, accusare magistrati e giornalisti, gridare "alla congiura", collezionare magre di ogni sorta, rilanciare offerte sensazionali agli elettori come Mastrota nelle televendite della Mondialcasa, dare del "coglione" a metà dell'elettorato e, dulcis in fundo, invocare l'aiuto dell'ONU. Bisognerebbe non votarlo solo per garantirsi il succulento putiferio che avrà il coraggio di scatenare in caso di sconfitta. Pensateci bene: vedremo Berlusconi nel continuo e disperato tentativo di riguadagnarsi il ruolo di primadonna; compierà imprese mirabolanti: drammatiche uscite di scena si alterneranno ad agguerriti ritorni, e noi ci gusteremo questo suo continuo viavai paragonabile solo alle scenette accellerate del "Benny Hill Show" a tutte le ore del giorno. Il nostro amato Premier sparerà cazzate al ritmo del Rondò alla turca mozartiano e una quantità industriale di sapido materiale verrà raccolto per blob e co.. Nel caso vincesse, invece, niente e nessuno ci salverà dalla sua spacconeria. Nessuno ci salverà dal suo malefico ghigno da grasso porco e dalle sue malefatte. Spero davvero che l'Italia si dimostri un Paese coi coglioni. Parecchi coglioni. 4月7日 L'autostrada del "non so"Addio grattacieli, vociare di automobili, ronzio di gente: sull'autostrada del "non so" si corre forte come il vento e quando ti fermi all'alba in un autogrill è per bere un caffè al sapore di "ricomincio". 4月4日 Coglion* N°380Io sono il commentatore n°380 http://www.corriere.it/openxlink.shtml?http://sonouncoglione.splinder.com
Nel post: martedì, 04 aprile 2006 "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglio** che possano votare contro i propri interessi". "...E soprattutto contro i miei interessi!" 4月1日 L'asterisco scarlatto, marchiato a fuoco sul cuoreGiuro, se fai un passo, mi butto giù.
Ma se ti allontani di un passo, mi butto lo stesso. E se stai fermo lì, umh, vediamo... sì: mi butterò anche in quel caso. Perchè io voglio andare avanti. E comunque, come vedi, ho già deciso di buttarmi. Solo il weekend prima di un esame può essere così triste. Ho la camicetta abbottonata male indosso due calzini diversi tra loro mi piange solo l'occhio destro. ...cosa significa poter vivere le emozioni solo a metà. Perchè intere fan male. Perchè forse non potrai mai più "bere alla coppa d'un fiato". Perchè a te spettano solo dei "piccoli sorsi interrotti". E cosa significa non poter piangere. Perchè non ne hai diritto. Perchè non ne hai tempo. Perchè non è il caso. Perchè i grandi piangono solo di notte, in silenzio, quando nessuno li può sentire. E cosa significa essere schiavi di un bisogno, di una paura. E cosa significa passare per insoddisfatto quando in realtà tu vorresti solo essere come gli altri. Perchè gli altri possono decidere della loro vita e invece la vita ha già deciso per me? Una vita compromissoria. Una vita con l'asterisco (scarlatto, marchiato a fuoco sul cuore). Di quelle che, sì, puoi esistere. Ma a patto che. Voglio anche io essere libera. Libera di correre verso l'ignoto ...come fan tutti. Passo il tempo a difendermi e prevenire. In questo modo non potrò mai brillare più di così. E se non tengo fede al patto, per quanto potrò durare? Per quanto brillerò prima di spegnermi? Per quanto resterò insieme agli altri? E quando me ne andrò? Chi crede che un giorno da leone sia meglio che cento da pecora sarebbe davvero pronto ad accorciarsi la vita per quell'unico giorno di gloria? Sarebbe davvero pronto a vivere l'ultima alba della sua vita? Ma se c'è la possibilità di tornare ad avere una vita intera io lotterò per averla. Stasera non ho paura di essere messa alla prova. Non ho paura di combattere. Dio, fammi scendere in campo prima che cambi idea. |
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