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5月24日

Ispirazione, sentimento e autoerotismo

Innamorarsi continuamente per non amare mai per davvero, per esorcizzare il potere del sentimento, per smentire la sua autorità.
Abbandonarsi un pò di più per mantenere il controllo.

Ahhh.
Che vuoi capirne tu?
Non sai nemmeno giocare.
Sei un 7 meno-meno
e, quel che è peggio, sei il migliore del momento.

Mai che passi un bell'8 formoso o un impettito 9...
Nah!
Che magra, che magra.

Scarsissima ispirazione.
Ho spolpato il fascino del tuo personaggio fino all'osso.
E ora non ho più nulla da invidiarti o da emulare.
Ti ho già raggiunto e superato.

Lui invece non perde luce.
Perchè lui è sempiterno.
Perchè lui è il mio privilegio, il mio riscatto, il mia medaglia al merito, il mio traguardo, il mio numero fortunato.
E forse dovrei crederci un pò di meno,
perchè il destino è in agguato
e ti porta via proprio ciò che hai di più prezioso.
Se continuerò ad urlare ai quattro venti che il mio bene più prezioso è lui,
allora il destino me lo porterà via.

...E io non sono una persona devota e coerente.
A volte divago, scombino, butto tutto all'aria.

Poi ritrovo il mio filo, quello della leggenda.

E quel filo
*...inesorabile... *
mi riporta a lui.

Possibile che davvero ce l'abbia lui
l'altra estremità?

Bah.
Se fossi un uomo curerei questo tormentato processo di sbigottimento autoanalitico con una massiccia dose di autoerotismo.
Ma, ahimè, sono nata donna, e quindi temo proprio che l'autoerotismo non basti:
mi servono almeno una trentina di euro da spendere in troiate colorate e inutili e una barretta di cioccolato.
Esiste un essere più stupidamente fascinoso di una femmina?


5月21日

Mare-Mare (ma che voglia di arrivare)

Bene.
Sono tornata ora dal mare.

I miei genitori hanno affittato una casa vicino a Riccione insieme ai miei zii acquisiti.
(Ma a sto giro era stato previamente pattuito che la casa fosse a mia completa disposizione)

Così è partito da Bologna questo insolito triangolo: il mio ragazzo, la mia migliore amica bisognosa di affetto&svago (che si è presentata con una cintura al posto della gonna e due stivali da diva sadomaso) e me.
Che bel terzetto.

Io e Debora avevamo già deciso di dormire insieme e di lasciare solo nell'altra stanza il mio consorte.

Senonchè.

Apro la porta di casa:

*puzza di fumo*

"Mah"
mi dico
"Avrò sentito male".

Entro in salotto:
5 (e dico 5) valigie e 1 sacco a pelo:

Tutta la casa per aria: vestiti buttati per terra insieme a cuscini e bicchieri... un putiferio.
Non solo: sul pavimento spicca una bottiglia di un pessimo vino rosso (consumata rigorosamente fino all'ultima goccia), delle carte da poker e delle fish da gioco sparse alla boia.

Sembrava che fosse stata improvvisata una specie di bisca clandestina sfociata poi in una rissa disastrosa.

Quasi mi piglia un colpo quando vedo della polvere bianca sul tavolo, ma niente paura: era zucchero.
(Anche se già c'era chi aveva pensato a piazzare la bamba  per tirar su dei soldi)

Vabbè.
Telefono al mio cuginetto di 21 anni.
Lo sento alticcio.

"Riccardo.
Ciao.
Non dovevi startene a Bologna 'sto week-end? E adesso? Come facciamo che ci sono solo 6 posti letto e siamo in 8? Sono qui con Debora e Dario..."

"Ciao! *hic*. Beh, voi vi prendete la camera col letto matrimoniale e noi dormiamo nelle altre stanze. *burp*"

(Probabilmente il rutto stava per un "passo e chiudo", infatti ne faceva uno tutte le volte che mi cedeva la parola)

"Noh, guarda" gli ripondo io, occhieggiando preoccupata la coscia madreperlata della mia amica.
"Non ci penso nemmeno!" proclamo infine con solennità fulminando con un solo sguardo il mio ragazzo che, con  ammirevole sforzo, cercava di mantenere un'epressione vaga e diplomatica di fronte alla ghiotta possibilità di dormire come un pascià tra due donne.
Due donne che, peraltro, gli si sarebbero entrambe strusciate addosso voluttuosamente toccandosi tra loro di tanto in tanto (questo il contenuto del baloon che gli ho visto spuntare sopra la testa appena ha capito la situazione).

"Ah, beh, Ari. Fate come volete, allora. Non so. Ci arrangeremo. Noi siamo al Mohito, ci raggiungete? *burp*"

Se fossi stata un uomo gli avrei ruttato a tono per fargli capire la gravità della situazione.

Innanzi tutto, nessuno di noi aveva il pigiama.
Debora se ne è uscita con un pantaloncino che mi ha fatto rimpiangere la gonna-cintura.
Dario in mutande.
Manco in boxer:
in mutande.
Io, in preda ad un insolito ma comprensibilissimo slancio di pudore (va bene, va bene: gelosia!) , mi sono infilata una maglietta di Dario (un enorme saio nero firmato hard rock cafè che mi arrivava fino alle ginocchia), nella speranza che la mia amica mi emulasse.

Nella vana speranza che la mia amica mi emulasse.
Io sembravo una musulmana integralista a suo confronto.
Ma d'altra parte c'era il frame marittimo a stemperare i toni hard della situazione.
Insomma: eravamo al mare, dopotutto.
Tra costume e mutanda...

Così io e Debora ci siamo messe a letto, e Dario ha portato alle sue due concubine i bicchieri d'acqua della buonanotte.
Ci siamo addormentati come 3 pupini...  facendo le fusa tutti accoccolati mentre guardavamo "Spider" di David Cronenmberg sul televisorino 14 pollici.

(Piccola precisazione: LORO hanno guardato Spider, io che ho -7 gradi di miopia per occhio ho visto a malapena la sagoma del tv).

Dormo tranquillamente fino alle prime luci dell'alba, quando l'allegra brigata di mio cugino torna dalla sua notte di follie.
Mi alzo fattissima, gli occhi come due acciughe.
Vado a salutare il mio cuginetto, che non vedo da un paio d'anni.
Una puzza di vomito disgustosa, ma vabbè.
Mi presenta i suoi amici, tutti in mutande, che decidono di andare a violentare Debora nel sonno.
Si  mettono a complottare dietro la porta di camera nostra mentre io cerco di farli desistere.
Debora, nel dormiveglia, intuisce che sta per accadere qualcosa di terribile, allora pensa bene di chiudersi a chiave.

Sì chiude a chiave.
...
Mezza nuda.
Col mio ragazzo in mutande nel letto!

Mi scaglio sulla porta come un ariete
e alla fine mi viene aperta la porta:
irrompo scalpitante e fremebonda nella stanza, mentre del fumo già mi esce dalle narici e dalle orecchie.

Guardo sospettosa la mia migliore amica e il mio ragazzo.

Lei che dice "Ho sentito che mi volevano tirare un secchio d'acqua!"
Ha la faccia di una che non saprebbe ripetere nemmeno il proprio nome tanto ha sonno.
Lui, rannicchiato in un angolo, avvoltolato come un enorme baco da seta tra le lenzuola, dorme con la bolla al naso.
Mi riapproprio del mio spazio centrale all'interno del letto.
Mi acchiocciolo come un cagnetto tra i miei due tesorini e ritorniamo tutti e tre a fare la nanna.


5月20日

Ironica apologia dell'innamoramento (sei schifosamente felice, amica mia)

Lui dall'altra parte della sala,
io circondata di amici
recito il mio ruolo e ogni tanto sbircio.

Lui è inequivocabilmente carino, dannazione.

Mi ha guardata come dire: lo sai che io e te
ci troveremmo davvero bene a letto?

Gli ho risposto con uno sguardo di fuoco,
di quelli con le fiamme nelle pupille, come Mila Hazuki:
oh, se lo so!

I giorni seguenti ci ripenso e scuoto la testa.

Se potessi fumerei.
Giusto per dare un tono problematico alla faccenda
e sembrare più dannatamente concentrata sulle implicazioni a valanga che mi si prospettano.
Santo cielo, canto tutto il giorno!

Lui è il Sole, la Luna e tutto il cosmo delle smancerie shakespeariane!
Lui è Romeo, cazzo.
L'ho visto una volta sola
e se mi fa un cenno io non sarò più una Capuleti!

Ah... Che meraviglia!
E' perfetto per me.
Perchè?
Come faccio a saperlo?
Mah, così.
Lo sento.

In fondo l'amore è sempre un atto di incoscienza.
Come fare un figlio. O perdere la verginità.
Quand'è che ci si sente veramente pronti a compiere passi di tale importanza?
MAI, ve lo dico io.
A un certo punto uno dice a se stesso: "Beh, senti: non sono pronto. Ma se non lo sono adesso non lo sarò mai più."
E si butta.

Lo stesso è innamorarsi.
Ti butti e speri.
Infatti ci si innamora sempre sulla fiducia.

Ci si innamora sempre di un'idea.

E' imbarazzante ripensare ai primi mesi di una storia: ti predicavi tanto innamorato e non sapevi niente dell'altra persona. Niente!!!
Eppure credevi che ad amarla più di così ti sarebbe scoppiato il cuore!

E ora di nuovo.

Mi parla e non lo ascolto.
Non riesco nemmeno a concentrarmi su quello che mi dice tanto lo amo!

Ho fatto vedere a tutte le mie amiche la sua foto.
Ho parlato di lui pure con mia madre (il che sta a significare che sono davvero alla frutta).

Lui è Paolo ed io Francesca:
leggiamo il libro e poi...

Ari, ti posso parlare un altro pò di lui?
...
no?
...
Posso almeno farti rivedere la sua foto?
...
Ecco, sì, guardalo bene...
...
Ma Ari...
...
Non lo trovi bellissimo?
...
...
Ari, vieni qua!!!


5月13日

Io, tempio sommerso

Afferra il concetto.
Esprimi il concetto.

Vieni con me...

Fanculo a quel libro
che parla della mia curiosità,
di tutti i paesi che non vedrò
perchè lui ama solo questa vita
mentre io ne vedo altre 100 possibili.

La mia casa ha un buon odore di mio.
Ma, porca miseria, è mia anche la fragranza 
di quei piccoli pezzetti di pane abbrustolito,
biscotti caldi e verdura cotta,
offerti agli dei di primo mattino
dentro una foglia
appoggiata sugli scalini dei templi, delle fontane e dei marciapiedi
fuori dalle botteghe,
per ingraziarsi le divinità che vivono a Bali:
il profumo vero della fede,
della tradizione sacra, povera e spensierata. 

E sarei davvero capace di vivere così.
Di alzarmi al mattino e preparare la mia foglia:
riempirla di biscotti caldi e verdura bollita
e posarla sulla soglia di casa mia,
pregando per una giornata serena
fatta di umili mansioni e libertà.

Bigotto etnocentrismo:
contempliamo il nostro televisore come un totem
e nominiamo il nostro affanno
"dovere  improrogabile e importante".

Gli dei degli altri sono primitive superstizioni.

La nostra vita è l'unica possibile.

il progresso è la nostra bandiera.

Squadra che vince non si cambia:
il progresso, infatti, fagociterà tutto.

Mi fa impressione parlare così.
Sembro un altro di quelli
che si lagnano della brutta piega del pianeta
come se si trattasse della piega fatta dal parrucchiere.

E' che quando vai a contatto con la natura incontaminata,
quando visiti un tempio a strapiombo sull'oceano
destinato a essere sommerso ad ogni alta marea
e a riemergere ogni volta dalle acque
come se fosse la dimora di Poseidone stesso,
quando vedi che c'è chi vive in pace
e non soffre di ansia, competizione, I have to...,
ti viene tanta voglia di essere come lui,
di vivere lì,
sommerso anche tu come quel tempio, 
sospeso in questa dimensione tutta tua.

E forse non ci vivrei in eterno.
Ma sto davvero aspettando che lui un giorno mi dica:
viviamo un paio di anni in Indonesia?

Fanculo a quel libro
che da campanilista sedentaria mi ha fatto avventuriera.


5月9日

Il tempo, la raccolta differenziata, Mr.Piggy e me

Tutto va veloce: i treni ad alta velocità, le connessioni internet, i fast food, le lauree brevi.
Siamo tutti alla ricerca del tempo perduto.
Seneca la sapeva lunga sull'argomento, ma oggi l'abbiamo dimenticato... perchè studiamo di fretta.

Una vera ossessione quella del tempo.
E' l'unica risorsa che abbiamo e lasciamo che sia uno sconosciuto a succhiarcela.
Con una telefonata, con una richiesta, con un impegno rubatoci con le buone maniere.
E allora uno che cosa fa?

Cosa dovrebbe fare?

Dire di no, sbattere giù il telefono, essere scortese?
D'altra parte, non è forse un sacrosanto diritto disporre pienamente del proprio tempo?

Provate! Provate a dire di no,
a essere schivi e scortesi col vostro oraziano scocciatore...

e vi ritroverete inaciditi e arruffati
con i vostri 5 minuti in più
che avete "salvato" valorosamente dalle grinfie di quell'attaccabottone assatanato

con i vostri 5 minuti in più
risparmiati e quindi guadagnati

con i vostri 5 minuti in più
che tanto intelligentemente avete preservato...

...e che impiegherete ripensando a quanto siete stati stronzi nell'allontanare quel buon poveretto che mendicava una vostra attenzione con tanto garbo.

Dopo aver "sbolognato" i miei appiccicosi interlocutori con qualche scusa imbrazzante, io impiego sempre il tempo "risparmiato" nel pensare a come rimediare alla mia maleducazione/frettolosità durante il nostro prossimo incontro.

Ecco perchè le persone educate, o semplicemente generose, sono sempre a corto di tempo.

Io sono una grande sprecona di tempo.
Lo dedico agli altri con piacere, il più possibile.
Ma mi sento come se giocassi alla roulette, come se ogni volta... tentassi la fortuna.

A volte, infatti, va bene: si ha una conversazione piacevole, divertente, intrigante, magari addirittura interessante. Altre volte, invece, ci si annoia, ci si indispettisce, ci si incazza.

E nei casi in cui la conversazione si riveli un disastro, chi ti risarcisce del tuo tempo?

E' semplice: "le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro"
ERGO:

nessun risarcimento.

Ma consolati, stai dalla parte dei buoni, di quelli che si danno.
I cattivi sono quelli che hanno tempo solo per loro stessi.
Quelli che alla fine si ritroveranno con un sacco di tempo e pochissime persone con cui spenderlo.

Il mondo (o almeno il mondo che mi circonda), straborda di manager del tempo ritrovato che altro non fanno da mane a sera che propinarti le loro zigulì su come farti risparmiare tempo,
che ti rabboniscono dicendoti "Ma povera cara, devi dedicare più tempo alla cura sui, alla gestione dei tuoi affari, della tua vita...".

Ti insegnano come lavarti i denti mentre con una mano carichi la lavastoviglie e con l'altra sfogli il libro per il prossimo esame (ti insegnano, cioè, come avere tre mani).

Insomma, ti rompono l'anima con sta fissa del tempo.
Te la attaccano, come un raffreddore!

Sono della stessa razza di quelli che fanno la raccolta differenziata!

Allora, intendiamoci:
non ho nulla contro chi fa la raccolta differenziata dei rifiuti, anzi: credo che riempirsi la casa con miriadi di sacchetti di spazzatura anzichè uno in nome dell'ambiente (e, quindi, appestare e abbruttire la propria dimora per contribuire in maniera infinitesimale alla pulizia del pianeta) sia una nobilissima causa persa.

Peccato che tutti quelli che fanno la raccolta differenziata rompano il cazzo a coloro che non la fanno.

No, dico, è come se io andassi da loro a dire che sono degli scriteriati a non utilizzare unicamente indumenti che provengono da un commercio equo e solidale o mi mettessi a gridare ogni volta "Dagli allo sfruttatore di minorenni!" a chiunque porti delle scarpe Nike.

"Non fai la raccolta differenziata???"
Ti guardano come se fossi un selvaggio, con lo sguardo da colonizzatore folle che porti fiero il fardello dell'uomo bianco.
Robe da pazzi: vedi in loro lo sguardo da diavolaccio di Calderoli... fanno paura, fanno.

E lo stesso i maniaci del tempo.
Ti si attaccano addosso come patelle, ti disprezzano, compiangono, criticano, consigliano... tutto in una volta sola (probabilmente per risparmiare tempo), costantemente.

Sentite, una volta per tutte:
Non faccio la raccolta differenziata,
non sono una maniaca del tempo
e (anche se non c'entra nulla) mi sono rotta i coglioni di vedere quella pubblicità in cui un'anoressica si mette Piggy "il personal trainer" nel frigorifero!
Allora io che cosa dovrei metterci? Tutta la famiglia Muppet che mi canta "Bruuuutta! Ti guardi e ti vedi bruuuuutta" oppure l'ippopotamo azzurro della Pampers che mi fa un rutto colossale appena apro lo sportello del frigo???
Ma vaffanculo!
 


 
5月3日

Un anno di Jiianna

Il blog di Jiianna compie un anno.
Sono soddisfatta di questa esperienza e, finchè non mi deciderò a far abdicare il Manzoni o Dostoevskij in mio favore e ad ascendere finalmente al firmamento dei grandi scrittori, credo che mi trastullerò ancora un pò in questo cantuccio pieno di neve.
Il blog mi è stato utile.
Innanzi tutto perchè mi tiene in allenamento: scrivere non è come andare in bici, che una volta imparato sei a posto.
In secondo luogo, importantissimo secondo luogo, il blog costituisce una cronologia spassosissima dei miei stati d'animo.
Un giorno felice, un giorno depressa, un giorno innamorata, l'altro disfattista: tutto è annotato.
Il mio punto di vista cambia, la mia percezione è ogni volta diversa, la mia consapevolezza si evolve.
Come direbbe Nietzsche, il blog contiene i miei superamenti.
L'Arianna che ha scritto il giorno prima è già superata, e non solo temporalmente.

Perchè non un diario, allora?
Qualcuno ha detto che una donna è capace di fare qualsiasi cosa a patto che abbia un pubblico;
quindi anche di scrivere regolarmente, come nel mio caso, anche quando non si ha nulla di veramente interessante o significativo da dire, solo per il gusto di ritagliarsi uno spazio di catartica scrittura.
Scrivere solo per sè stessi è noioso.
Io poi sono un pubblico molto esigente e per nulla caloroso, perciò il diario si è sempre rivelato un'esperienza parecchio svilente se non addirittura controproducente.
Qui invece ho uno sparuto gruppetto di affezionati lettori, i miei amici mi tengono d'occhio, alcuni mi sollecitano quando lascio passare troppo tempo tra un intervento e l'altro... c'è un feedback, per quanto sottile, che mi spinge a integrare, ritoccare e completare questo mio piccolo spazio di spigliata scrittura.

Non mi piego alle richieste di chi mi suggerisce di rendere il mio blog più digeribile e decifrabile facendo interventi più corti per venire incontro a chi fa fatica a leggere (eh?) o mettendo sempre il nome del destinatario dell'intervento..
Io non scrivo per essere letta: l'essere letta è il pretesto.
E' una conditio sine qua non, non lo scopo.
Se per essere letta fossi costretta a scrivere interventi entro e non oltre  le tot righe, questo blog non esisterebbe.
Se fossi costretta a scrivere sempre il nome del destinatario dei miei interventi, questo blog si ridurrebbe alla metà.

Questa è la mia forma di libertà.
Qua sta la differenza tra chi dice che "non terrebbe mai un blog perchè non gli piace che gli altri sappiano i cazzi suoi" e chi si diverte invece a controllare e gestire le informazioni date.
C'è chi furbescamente chiama col nome di "esibizionismo" l'altrui capacità di orchestrare i propri pensieri trasformandoli in un qualcosa di organico, sensato e apprezzabile.
Io credo che far propria questa capacità e godere di tutti i pregi del mezzo non sia nè daper tutti.
Con questo non voglio dire che chiunque non utilizzi o denigri il blog sia un incapace illetterato.
Dico solo, banalmente, che di spazio ce n'è per tutti, bloggers a tempo perso o sedicenti professionisti col pallino della privacy che siano.

Ora, come solo le vere dive fanno al termine della loro performance, ringrazio commossa il mio pubblico lanciando baci e amiccando con grazia.
Grazie soprattutto a chi, pur non conoscendomi, continua costantemente a farmi visita, leggermi e commentarmi.
E ora vado, prima che mi coli il mascara...