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February 18 Io viaggio in singola (cit)Dopo mesi
- forse anni -
,
un salto di qualità
.
Dopo una vita passata ad ammirare la signorile indifferenza altrui
e a chiederemi
- umile come il brutto anatroccolo di fronte al cigno -
quale fosse il segreto di così tanto sereno distacco
,
oggi scopro che
- sì -
posso farcela pure io
.
Fino a qualche settimana fa, la tensione mi avrebbe fatto crollare.
Oggi penso: "Ohibò. Non vedo l'ora di essere a casa e cuocermi un bell'hamburger".
Quindi, una volta arrivata alla fine della mia giornata lavorativa, vado a casa e mi cucino l'hamburger. Me lo mangio sul mio letto (che per fortuna non ho nessuno che mi sgridi, e di figli a cui dare il buon esempio stando composta a tavola ancora non ce ne sono), spaparanzata davanti al mio megaschermo, poi mi fumo una sigaretta, butto giù una manciata dei miei amatissimi integratori dietetici, e buonanotte al secchio. Al risveglio, lo ammetto, mi tira un pò il culo. Mi alzo, e la prima cosa che penso è: "Porca miseria. Ma con tutto l'impegno e la buonafede che ci metto, possibile che i risultati siano sempre così scarsi?". Ci fumo sopra, e vado al lavoro. Alla sera penso di nuovo che ho voglia di hamburger, e via dicendo. Cosa mi rende perplessa oggi:
- apprendere che anche gli uomini di 40 anni giocano come i ragazzini di 13.
- vedere mia madre che mi implora di sottrarle con la forza il barattolo di nutella per non affogarcisi dentro da sola.
- scoprire che il mio ex ragazzo di due e passa anni fa, fattosi totalmente di nebbia da mesi, è passato da "situazione complicata" a "single" su Facebook. Quindi chiedere agli intermediari di indagare: "situazione complicata CON CHI?" e infine scoprire l'agghiacciante verità: la "situazione complicata" era con il cane di un suo amico.
Chissà perchè è finita, ci chiediamo tutti. Ci fumo sopra e poi vado a letto, che l'hamburger di oggi è già in fase di digestione.
Saludos! September 12 Pensierino della seraDall'altezza vertiginosa della mia immortalità, effimera come delle fondamenta in cartongesso, penso a come gli animali affrontano la sofferenza, perchè mi sia d'esempio quando il dolore ripasserà da qui.
Il cane ferito si rintana in un cantuccio, e aspetta che il dolore passi. E' un grande insegnamento, a ben vedere, la serena accettazione di un brutto momento, la saggezza dell'immobilità. Ma oggi che corro come un treno, e la fantasia, tutta, corre con me, è facile credere che quando dovrò fermarmi ferita, agonizzante e con le ciglia fuori posto, lo farò con docilità e in grande stile. Capitoliamo tutti come bambini ai primi passi, come anziani sciancati, e non dimostriamo mai la nostra età quando cadiamo. July 22 Scimmie d'amoreAmari Scimmie d'amore Rimane sempre a piedi Con gli occhi a gocciolare Si innamora di qualsiasi cosa in qualsiasi istante. Ignora le distanze Prende fiato solo quando ha già sbagliato E il suo cuore da scimmietta non dà retta , non impara e nulla lo ripara guardale, sono scimmie d’amore guardale, sono scimmie d’amore scimmie d’amore, guardale son comiche fan ridere su quel filo nero sopra al buio si dimenano per non cadere giù la coda non gli basta più, le mani, i piedi perdono la presa, è la testa che gli pesa sono.. scimmie d’amore. Una scimmia si compiace del suo impermeabile, Non può piovere dentro, da dentro piove fuori, lei crede non si vede, si nascondono i dolori. Indossa le sue scarpe di piombo in fondo al mare, se si nomina l’amore accarezza un malore, in cento mosse, non una sola, rimanda il sonno e si sveglia di buon ora. guardale, sono scimmie d’amore guardale, sono scimmie d’amore scimmie d’amore, guardale son comiche fan ridere a volte anche piangere sopra buio si dimenano, per non cadere giù la coda non gli basta più, nemmeno i denti servono alla presa la testa è quasi arresa sono.. scimmie d’amore una scimmia si compiace che possa andare sempre peggio e non oscilla più, rinuncia ad ogni ramo, ieri è già caduta giù. ha paura come i bimbi fa fatica ad accender l’abatjour, schiva frecce di cupido a destra e a manca ma anche forse è anche troppo stanca per una scimmia senza onore né … guardale, sono scimmie d’amore son comiche, fan ridere cattive anche da odiare, e sopra buio si dimentica per non cadere giù non bastan neanche le bugie nemmeno i denti per difender le follie la testa senza corpo sono scimmie d’amore. Scimmie d’amore. June 28 Senza fare rumoreEntra senza fare rumore, che nel rumore ci vivo, ci viviamo tutti, e io ho bisogno, ho bisogno di un pò di silenzio, perdio. La porta è aperta. Quando ti rivedo penso sempre che sia bello che tu vivi, mentre io faccio altro. Mentre io soffro, mentre mi incazzo, mentre impreco e penso troppo e scalpito, tu vivi. Me lo insegni? Me lo insegni come si fa? Quante volte te l'ho già chiesto, ricordi? Tu alzi le spalle, socchiudi gli occhi, fai le fusa, continui a vivere semplicemente, poi esci dalla mia vita, fai grandi giri, rientri e sparisci ancora. Ti puoi immergere senza che io mi senta violata, senza che io avverta mille cerchi, mille increspature a turbare lo specchio dell'acqua, puoi non essere un sasso, ma una foglia, morbida e lenta, perchè così ti vorrei, ora.. potresti? Qual è il nostro vero livello di conoscenza? E perchè ti penso sempre quando penso alle occasioni sprecate? June 22 La Grande InvasioneHo sempre pensato che fosse fichissimo che esistessero degli scoiattoli che possono volare. Con le ali cicciose, planare da un ramo all'altro, con la loro coda che gli fa da timone. Meraviglie della natura!, pensavo. Poi ho visto questa foto e il mio primo pensiero è stato: Se vedessi questo coso planare sopra la mia testa in una notte di luna, io mi scanserei. Che cazzo è?!, sobbalzerei, correndo al riparo. Ci sto ancora pensando. "La notte della Grande Invasione, miliardi di petauri eclissarono la luna. E io li vidi muoversi come se fossero stati un unico grande essere, un'enorme bestia preistorica, un drago che schiudeva le proprie ali sul mondo." Apocalisse, cap.23 "Dalla mattina successiva, l'umanità cominciò una nuova Era. Vidi allora un nuovo cielo e una nuova Terra, poichè ogni uomo, donna o bambino, viveva col proprio petauro aggrappato alla spalla, al seno, al braccio. Ai più sfortunati, il proprio petauro era planato in faccia." Apocalisse, cap.23 Meditate, gente, meditate. June 10 Tiziano Scarpa, Kamikaze d'Occidente (cit.4)Io, se fossi una statua, vorrei essere un parafulmine, con il dito puntato verso il cielo e lo sguardo nell'occhio del ciclone.
Tiziano Scarpa, Kamikaze d'Occidente (cit.3)Concetta arriva in camera tutta nuda: "Hi hi!"
E' meravigliosa. Terrona dalla testa ai piedi. Le gambe grosse, le tettine divaricate, i capelli lunghi come un'altalena, il culo a focaccia lievitata, un delizioso minuscolo prolasso del grembo che chiama su di sè le carezze: è un nudo osceno, impresentabile, fuori da qualsiasi canone pubblicitario, fa girare la testa e stipare il cazzo di gioia sanguigna. E' bianca, pallidissima, il suo sangue se ne sta rintanato nei recessi del corpo. E' sangue da stanare, erreacca risucchiato fino all'ultima goccia dal suo cuore timido e ingordo. Sangue da scavare, da scovare nel profondo. |--------|
La sveglia suona presto, mi ritrovo accanto questa struggente bestiola napoletana addormentata. Tolgo via con un fruscio soave le coperte e la bacio lungo il corpo, la scopo insinuandomi nel suo sonno. Lei socchiude gli occhi ed emette strilli acutissimi, dei singhiozzi, viene fra le mie braccia. Io continuo perchè sento che sto per arrivare anch'io, ma lei corruga la fronte, le fa un pò male. Si mette a sedere sopra di me e mi frusta morbidamente con i capelli. Rotea la testa e fa atterrare tutta d'un colpo la sua capigliatura sul mio corpo. Io emetto uggiolii di beatitudine e santità. Tiziano Scarpa, Kamikaze d'Occidente (cit.2)Mio padre va di là un attimo, poi torna con il radioregistratore portatile. Lo piazza sul davanzale, collega la spina alla presa sul muro. "Cosa fai?" "Aspetta. Fa un pò di silenzio." Avvia il tasto di registrazione. Restiamo zitti per un paio di minuti ad ascoltare: mio padre, il registratore ed io. Da qualche parte dentro quella fresca ombra vegetale, l'usignolo continua a improvvisare musica contemporanea vecchia di milioni di anni. Alla fine mio padre riavvolge la cassetta e fa ripartire l'assolo dell'usignolo che ha appena inciso sul nastro, lo spara contro l'olmo a tutto volume. L'uccellino vivo tace di colpo. Sembra che tutto l'albero si sia fermato a riprendere fiato dallo sconcerto. Poi attacca a cantare più forte di prima. I due usignoli combattono a duello con una canzone armoniosamente furibonda. "Non si è mica riconosciuto. Crede che sia arrivato un altro a rubargli le femmine. E' incazzatissimo!" ride mio padre, felice come un bambino. June 09 Tiziano Scarpa, Kamikaze d'Occidente (cit. 1)"Senti" le dico, "ci sono tre modi per dire ti amo. Uno è dire: 'ti amo'. Bello, ma lascia le cose come stanno. Un altro è dire: 'Vieni a fare una passeggiata che mangiamo un gelato insieme?'. E' il modo che preferisco." "E il terzo?" "Il terzo è il modo che usi tu. Tu lo dici così: 'Perchè non mi dici che mi ami, eh? Perchè non mi dici che mi ami? Perchè? Perché?'" May 23 Mon ami, sei proprio uno stronzo."Gli stronzi sono senza speranza, e del resto non ne hanno bisogno.
Proprio perchè sono stronzi, tutto gli sembra semplice." Georges Brassens Da 'Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio de Andrè' di Luigi Viva
Ed. Feltrinelli, euro 8,50
Io, Zena
.Me.
“Imparo ora ad amare certe cose povere, come le trattorie di paese, le conserve di mia nonna, la provincia, le sagre enogastronomiche, sedersi per terra, le scarpe basse, le uova al tegamino, il vinaccio, le passeggiate, l'autobus. Ed è squallido vedere che certi prodotti sfruttano la propria artigianalità per fare tendenza e diventare 'lusso'. Non sono più cose "povere e belle", diventano vezzi salutistici per le mie amiche fighette. Ormai gli agriturismi costano quanto se non più degli alberghi, il cibo non ogm costa sempre troppo, anche se si parla di orzo o di cipolle. C'è poi da dire che ultimamente provo disgusto e diffidenza per tutto quello che mangio e che bevo. Film - Gomorra February 27 Il Rutto DayArriva infine il mio terzo ed ultimo strippo mensile. Ormai ho imparato a leggere i miei saliscendi emotivi in base ai vari rivolgimenti mestruo-ovarici e a prevedere i miei malumori con certi meticolosi calcoli che contemplano il ciclo in ascissa, il livello di progesterone in ordinata e tutta una serie di integrali a forma di tampax. Pieghiamoci all'evidenza, mie care consessuali: il (nostro) mondo frulla attorno alle (nostre) ovaie [anche se rimane oltremodo scorretto farlcelo notare].
Comunque, dicevo, oggi è proprio il secondo giorno finito il ciclo, ERGO, per non imbarazzare chi non abbia superato analisi I e II con almeno un paio di dignitosi 27, fidatevi di me e rispermiatevi i miei sopraffini calcoli di matematica ovarica applicata: oggi HO DIRITTO (autoproclamato, è ovvio) ad un succosissimo EMO-SFOGO.
Ebbene, eccolo qui: vogliamo abolire, per favore, l'ego altrui con un rutto colossale? Indico il Rutto-day. Domani - così, mi improvviso! -, alle 13 e 15 ora italiana (e i lettori stranieri che leggono a frotte il mio blog si regolino coi fusi orari) rutteremo tutti insieme per protestare contro l'ipertrofia dell'ego nel mondo. Un gigantesco rutto per la vita. L'ipertrofia dell'ego è una malattia terribile, che può creare disagi a intere popolazioni. Eppure, nonostante la sua diffusione, o forse proprio per questo, è stata ormai dimenticata, e nessuna associazione è oggi attiva per trovare finanziamenti alla ricerca scientifica e per l'aiuto agli afflitti. Noi organizzatori del Rutto-day non abbiamo velleità colossali: non ci interessa spostare l'asse terrestre come quelli del World Jump Day. Se per caso ci riuscissimo, tanto di guadagnato (conosco gente capace di emettere certe 'onde energetiche orali' che a confronto Goku era una pippa), ma non è questo lo scopo prioritario. Già me lo immagino *parte un suggestivo sound-track*: all'ora di pranzo, i distributori di bevande di tutto il mondo verranno presi d'assalto da orde di partecipanti al Rutto-day, ognuno che cerca di accaparrarsi la strategica lattina di Coca-Cola. Occhiate complici e imbarazzate tra colleghi, qualcuno già gorgheggia da dietro un fax, le mani fremono, le pancie si gonfiano sempre più. Poi l'impatto: la terribile onda di gas che rompe il muro del suono alle 13 e 15 esatte. Qualche vecchietto muore sul colpo, pace all'anima sua. I nascituri desistono nell'impresa di uscire dall'utero e retrocedono nelle profondità del ventre materno. 'Col cazzo che esco di qui', si dicono. Perchè i feti conoscono già le parolacce, come 'Senti chi parla' insegna (e certi capolavori nella Storia del Cinema è meglio non perderseli, veh). E i cattivi? Gli ego ipertrofici che fine fanno?, si chiederanno i miei piccoli lettori. Annientati anche quelli. Frantumati come i cristalli di Boemia che volevo portare come souvenir di Praga e che mi si sono sbriciolati in valigia (un classico). Perchè questo è il MIO blog, il MIO legittimo, terzo ed ultimo strippo mensile, quindi voglio proprio un lietofine: *burp* E scusaaate, o signori, se non sono una signora. February 05 Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamata indecenteLe carte sul tavolo della mia vita cambiano così rapidamente che inizio a temere di essermi seduta non al tavolo di una cartomante, ma bensì a quello di un prestigiatore di strada, di quelli che le carte le cambiano così velocemente che manco te ne accorgi. Che personaggi affascinanti e disperati. Campano delle tue scommesse sbagliate e le chiamano 'illusioni', le chiamano 'prestigio'. Sanno darsi un tono, i prestigiatori. Per ora mi concentro sulle carte, disposta a spendere tutto quello che ho pur di assistere a questo spettacolo che parla di me. Come andrà a finire non si sa: io ho ancora qualche soldo da investire in illusioni, ho la mia voglia di giocare, di ascoltare predizioni. Pazienza se i miei soldi non sono tanti, se sono troppo ingenua per i giochi da strada. Io pago solo per assistere, per vedere un pò del mio futuro, questo voglio. Certo che una zingara con la tuba è un personaggio strambo, ma anche io ho gli occhi troppo grandi per non essere un gufo reale. January 27 Il colabrodo esistenzialeSchiaffeggiata da depressione e panico, alla fin fine, dopo giorni, fa capolino il leggendario istinto di sopravvivenza. Quella cosa che ti dice che il fuoco non va toccato, che sporgersi da un dirupo è pericoloso, che tapparsi in casa con le tapparelle sigillate ermeticamente per tre giorni consecutivi boicottando contatti e alimenti non migliora il tuo già precario stato di salute. Quindi si coglie la mamma al balzo quando questa ti offre una rimpatriata nel nido genitoriale, qualche carezza e un pasto caldo (come ai barboni), e si ha persino il coraggio di ingollarsi qualche droga legalizzata per dormire un pò, ergo lavarsi i capelli e girare un pò per il centro. Oggi il BuonDio offre un cielo quasi azzurro e qualche grado centigrado in più, una cuccagna inaspettata per tutti noi, artitrici e freddolosi bolognesi, abituati ad un cielo che qualcuno ha giustamente definito "espressivo come un blocco di ghisa". E poi ci sono i saldi. Alcuni negozi sono aperti anche la domenica. Mi compro un pò di libri, qualche maglietta, un vestito, un impermeabile. Le endorfine iniziano a riprodursi, funziona così: le donne comprano, e producono endorfine. Chi l'ha detto che i saldi non fanno la felicità? Perdonate il cambio repentino di umore, la catarsi e il disfattismo, ma lasciatemelo dire: nessuno ci salverà. Cosa significa? Buh, forse che avrei bisogno di prendermi un cane per sentirmi meno sola. Poi però chi si alza al mattino per fargli fare pipì? Il grande complesso mi sta schiacciando, come sempre. La sensazione che le persone che amo non contraccambino con la stessa partecipazione. E' il complesso più grande che ho. Peggio di quello del naso storto. Questa paura intercostale che mi vagisce dentro e arpeggia coi miei nervi. E quando da vagito diventa sirena, i nervi tesi a mò di corde sintetiche iniziano a rompersi uno per uno, la memoria fa cilecca nel ricordare l'ultima volta in cui mi sono sentita bene, il calendario non segnala nessuna prossima occasione di momentanea felicità, allora penso davvero che sia arrivato il momento di dire che la mia vita, indubbiamente, fa schifo. Poi guardo la bella casetta in cui vivo, penso ai miei famigliari, sempre presenti e in salute, ai tanti amici persi di vista ma rintracciabili, al mio discutibile ma forse realizzabile sogno professionale, penso a tutte queste cose, dicevo, e a quel punto mi sento pure stronza per averlo solo pensato, che la mia vita faccia schifo. Mi rincantuccio con un grugnito in un angolo del letto, come una iena che molli l'osso al leone, e pianto il muso a me stessa perchè insomma, ne ho anche un pò le balle piene di quella parte di me che mi ricorda sempre dei poveri bambini africani. Quindi faccio pubblica ammenda e lo scrivo qui. Che ai posteri venga pure tramandato che alla veneranda età di 25 anni ancora avevo a che fare con problemucci da emo-girl senza manco il ciuffone nero corvino a certificarne la qualità. Ordunque: cambiamo pure discorso e passiamo da emo-sfogo a emo-sfogo con l'agilità di un petauro volante:
"Se l'asino non vuole bere, è inutile fischiare", dicono a Palermo. Se non funzionano nemmeno bastone e carotina Bonduelle, però, non mi resta che piazzargli un bel calcio nel culo, a 'sta bestia. O no? E insomma. La mia vita non farà schifo, però sembra un colabrodo. Appena sistemo una perdita, mi fa acqua da un'altra parte. Ma è mai possibile? Se ti stai chiedendo quale sia la tua parte in questa emergenza idrica, sappi che sì, chiunque tu sia, se te lo stai chiedendo hai certamente contribuito pure tu a forellarmi le staffe. Quindi prendi subito quel cazzo di cellulare, componi il mio numero e dimmi immediatamente che mi ami tantissimo e che vuoi rimediare: hop, hop, coraggio! ... Beh, sei ancora lì? Groan. ...nell'attesa mi butto sul letto a guardare la tivù. Che ho pure un mega pacco di patatine (il che è una certezza confortante). December 30 Ore 3:40 del mattino.IN UN SALOTTO MILANESE
TRE AMICHE IMPAZZISCONO PER UNO SCHERZO VIA E-MAIL FINISCE IN TRAGEDIA
"Col cavolo che lo guardo!" dice Carlotta strabuzzando gli occhi, "Marco ha spedito la stessa e-mail anche a te, Ari. Apriamo la tua!"
"Non ci penso nemmeno. Porta sfiga! Anche se so che è una cagata gestita da un software, non vorrei mai che qualcuno mi dicesse che dopo sette giorni morirò. Se fosse di giorno lo farei, ma adesso che è notte fonda proprio no!" risponde Arianna, facendo no-no con la manina. Stella guarda il siparietto delle due amiche, combattuta tra il sonno e l'incredulità, da un angolo del divano. Un amico in comune a Carlotta e Arianna, un essere mitologico con il corpo di uomo e la testa di cazzo (cit.), aveva inviato a entrambe un invito via mail: Clicca qui per gli auguri di Buon Natale del tuo amico Marco. Una volta aperto il collegamento, una pagina inquietante invitava a vedere il cortometraggio di The ring tenendo a fianco il proprio telefono cellulare. "Insomma, hai capito come funziona? Noi ci vediamo il video di The Ring, poi ci telefoneranno e ci diranno Seeeette gioooorniiiiii!, capirai che roba!" sdrammatizza Arianna. "Davvero?!" salta ritta sul divano Carlotta "E come fanno ad avere il mio numero di cellulare?!" "Gliel'ha dato quel coglione di Marco." "Noh." sbotta incredula Carlotta. "Ossì." annuisce Arianna. Stella ridacchia dall'angolo del divano. Dopo varie discussioni su chi dovesse rispondere al cellulare, chi dovesse aprire la mail e quale mail (se quella inviata all'indirizzo di Carlotta cuor di Leone o di Arianna-le-superstizioni-sono-roba-da-Medioevo), le tre si risolvono a guardare il video dall'e-mail di Carlotta. Sei occhietti nell'oscurità fissano il portatile della ragazza. Scorrono le immagini del cortometraggio maledetto. Alla fine del cortometraggio, come previsto, il cellulare di Carlotta suona. "AH!!!! Ma vaffanculo!!! Mi chiamano davvero!!!" Strilla Carlotta, maneggiando il proprio cellulare come se fosse una patata bollente. "Rispondiamo, rispondiamo! Ci sarà la voce registrata!" incita Arianna eccitatissima, agitando le manine. "AH!!! Ma vaffanculo!!! Che si fottano!!! Io non rispondo!!!" urla Carlotta, rifiutando la chiamata e sprofondando, provata e immobile, tra i cuscini del divano. Silenzio. Stella ridacchia piano dal suo angolino. "E adesso? Io voglio sentire cosa ti dicono per telefono!" fa i capricci Arianna. "Sì, ma io no!" risponde categorica Carlotta. "Ma dai! E' un software! La chiamata ti dirà Seeeeeeeette gioooorni! Tanti auguri!!" rassicura Arianna. "Dici..?" "Massì!" "... Ok, ok, riproviamo." prende coraggio Carlotta.
Sei occhietti nell'oscurità fissano nuovamente il portatile. Terminato il cortometraggio, arriva inesorabile la chiamata sul cellulare di Carlotta. Le tre impavide rispondono al cellulare, continuando a osservare lo schermo. La malefica bambina del film esce dal pozzo, si avvicina alle atterrite spettatrici, e la sua voce telefonica annuncia che dopo sette giorni verrà a fare gli auguri di Buone Feste. Carlotta sbianca, Arianna agita le manine, Stella ridacchia dall'angolo del divano. Cala il silenzio. "Insomma, hai visto? Poteva andare peggio. Cioè: era bastardo se ti diceva Sette giorni e ti ammazzo!, ma ti dice che dopo sette giorni ti fa gli auguri...! ...è divertente!" scrolla le spalle Arianna. "Ha detto così? Che tra sette giorni mi fa gli auguri?!" balbetta incredula Carlotta. "Beh, non hai sentito?" "Cazzo, no! Avevo troppa paura per capire quello che stava dicendo." Stella, il cameo fisso all'angolo del divano, ride forte e poi assicura "Sìsì, l'ho sentito anch'io! Diceva proprio così"
Carlotta accusa le amiche: "Mi rassicurate perchè sapete che ho paura e invece voi volete andarvene a letto a dormire!" Stella si rincantuccia nel suo angolino, sapendo che ormai non c'è più nulla da fare. Arianna perde tempo a convincere Carlotta che la bambina malefica minacciava effettivamente di far loro gli auguri, e che quindi nessuna maledizione grava in realtà sui loro destini. Carlotta perde completamente la testa e insinua che dato che si stavano cagando sotto dalla paura tutte e tre, nessuna può esser certa di quello che aveva effettivamente detto la bambina nel video.
"Fanculo a Marco." conclude Carlotta. "Sì. Soprattutto perchè ha dato a quelli del servizio la nostra mail e il nostro numero di cellulare: ci sommergeranno di spam." osserva Arianna. "Io lo denuncio." annuncia Carlotta. "Oh, sìsì." conferma Arianna. Stella ridacchia dal solito angolo del divano. E fu così che, dopo aver inviato una mail piena di insulti all'indirizzo di Marco, le tre parlarono convulsamente fino alle ore sette del giorno seguente per esorcizzare la paura e smaltire l'eccitazione. Bollettino di guerra del giorno dopo: Carlotta: 38 di febbre. Arianna: bloccata dal torcicollo. Stella: vittima dei balletti delle altre due, ridacchia comunque in piena salute dall'angolo del divano. December 13 Io, chiwawaFanculo, oggi scrivo. September 11 Il grande SassoOrbene
oggi posto uno dei regali più belli che abbia mai ricevuto
per ricordarmi sempre che sono un kiwi tanto fortunato
Un giorno l'Aria, trasformatasi in Vento, volò fino al grande Sasso che dormiva sospeso nel cielo e gli chiese: «È forse odio quello che provi per me?» Il grande Sasso, con un sorriso gentile, le rispose: «Mia adorata, io non potrei mai odiarti, perchè tu sei l'unico vento in grado di sollevarmi da terra. Se posso volare è merito tuo, che, tra tutti, sei la più forte.» Ma il Vento era sospettoso e gli chiese ancora: «Perchè non ti ribelli, tu che sei così grande e grosso, e ti ostini a rimanere qua sospeso e indolente?» Il Sasso abbassò lo sguardo e rispose: «Perchè restare quassù è l'unico modo che conosco per starti vicino e per ergermi sulle teste degli uomini cosicché tu possa sempre notarmi, mia signora.» Ma il Vento, che tra tutti gli Elementi era il più malizioso e indisponente, gli chiese ancora: «E cos'è che aspetti di tanto prezioso da spingerti a star qui da solo, da mane a sera, giorno dopo giorno?» Ma a quella domanda il Sasso non rispose e tornò a dormire... immerso nei suoi sogni inespugnabili. E. P.S: grazie...
July 28 Quelle porcate di cartoni animati giapponesi
E' lì che guarda quei cartoni giapponesi del cavolo - accidenti a me e a quando ho permesso, prima a te e poi a tuo fratello, di guardare quelle schifezze! Ma che t'hanno fatto i cartoni giapponesi, scusa? Parlano di cose che non esistono e sono diseducativi. Che poi i bambini crescono credendo che lanci la pallina e ne esce uno scoiattolo giallo che fa picacciù. L'altro giorno, dalla cucina, pensavo che tuo fratello avesse degli starnuti compulsivi!, accidenti ai Pokemon e a chi li ha inventati, che non ne posso più! Se li guarda tutti: dal primo all'ultimo, quelle schifezze. Che poi sono una roba che più stereotipata non si può! Capisco Davide che ha 6 anni... ma tu, Luca, che li guardi ancora alla tua età...! E io non parlo per sentito dire: per amore me li sono sorbiti quasi tutti, prima con te e ora con lui. Davvero delle porcherie. Ma dai, Mà... No no, lasciami finire! Facciamo una bella rassegna dei cartoni che vi guardate. Allora: tanto per cominciare, c'è quel disadattato di Ken il Guerriero, che se ne va in giro da solo, di villaggio in villaggio, a diffondere il messaggio dell'amore e della vera amicizia facendo saltare la testa alla gente. Un precursore della politica estera di Bush. Tutta questa violenza gratuita...! Poi c'è quella banda dello zodiaco, quelli con l'armatura, che non si capisce se siano maschi o femmine e - non ho ancora capito perchè - corrono sempre su per delle scale. Han sempre fretta, loro. Sono capaci di illuminarsi e di lanciare scosse elettriche, ma di prendere l'ascensore proprio non se ne parla. Vabbè. Poi c'è tutta la serie dei robot volanti. Che quelli proprio non li distinguo l'uno dall'altro, tanto son brutti uguale e il cartone finisce sempre quando ne eslpode uno dei due. Poi cosa c'è?... aspetta... Ma poi tutta sta banda di gente coi superpoteri... ma ti sembran robe? Volano, lanciano fulmini, bombe, di tutto... Ma come si fa? Come si fa a spiegare a un bambino che la vita è fatta di NORMALITA', di lavoro, di conti, di cose concrete!? Per favore, Luca, vai a prendere tuo fratello, scollalo di lì e portalo a catechismo, che è ora. Se riprendessi anche tu ad andare in Chiesa ogni tanto, poi, sarebbe meglio... Guarda mamma che i cartoni giapponesi trasmettono anche il valore dell'amicizia, della lealtà, della giustizia... di solito il protagonista e i suoi amici sono persone pronte al sacrificio per il bene degli altri. Non sono valori anche questi? Sì, ma sono troppo astratti. Il protagonista lo riconosci dal taglio di capelli - vanno tutti dallo stesso barbiere: -
- ed è il solito stereotipo dell'eroe puro di cuore e senza macchia che salva il mondo con un atto di coraggio e relativo spargimento di sangue. Ti sembra una cosa spendibile nella quotidianità? Che insegni una lezione di vita concreta, utile? July 13 #Così#, ora, il tasto PAUSE#
Una tazza di tè caldo. Il tè caldo fa venir sonno. Solo a guardarlo, fa venir sonno. #Così#, ora, il tè# Piccoli piaceri a fior di pelle. Non sempre ce li godiamo. Mi assopisco un poco: #Così#, ora, io# Sono in stand-by. |
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